Vignettangolo 2017 all’ “Ostello di Mazzunno” ad Angolo Terme (BS)

Vignettangolo 2017 all’ “Ostello di Mazzunno” ad Angolo Terme (BS)

Data: 7 ottobre 2017
Oggetto: Inaugurazione di Vignettangolo 2017 all’ “Ostello di Mazzunno” – di Mascia Maluta

Dopo due anni di lavori e restauri riapre l’ “Ostello di Mazzunno”  ad Angolo Terme, piccolo paese sulle colline in provincia di Brescia, a pochi chilometri da San Pellegrino Terme e che si affaccia sulle sponde del Lago Moro. Un luogo di passaggio e di ospitalità, conosciuto nei secoli dai viaggiatori attratti da un turismo termale e da naturalisti amanti di laghi e di una natura incontaminata di ulivi e boschi di castagno, che fanno da cornice a questo magico angolo di verde incontaminato.

La costruzione è stata totalmente ristrutturata nel 2013 trasformandosi da asilo d’infanzia e casa di vacanze per religiose ad ostello. L’Associazione Angolo Verde lo ha preso in gestione facendolo rinascere a nuova vita con il fine di promuovere un turismo consapevole, attraverso la valorizzazione di un territorio lacustre e montano splendido ed il recupero delle tradizioni della più gustosa e naturale cucina italiana.

La presidente Vanda Bulla intrattiene gli ospiti con un’ospitalità da albergo a 4 stelle, ma con il calore e la disponibilità di una casa privata, in cui a tutte le ore, fra un bicchiere di vino o una tisana calda, due chiacchiere non si negano a nessuno.  Per chi desidera degustare la cucina del territorio, i menù sono rigorosamente a chilometro zero, con le specialità di una cucina regionale ma ricercata, rigorosamente “casalinga”, con le specialità di Vanda, come le gustose parmigiane di melanzane e carciofi, il tortino di baccalà con i pomodorini canditi, splendidi lessi e brasati e l’assortimento dei formaggi freschi di capra e pecora accompagnati dalle marmellatine biologiche di produttori locali.

L’ ”Ostello di Mazzunno” organizza inoltre serate con menù a tema, anche vegetariane e si presta ad ospitare eventi, meeting, e manifestazioni culturali e sportive. In occasione della riapertura l’ ”Ostello di Mazzunno” ha invitato ospiti, amici e giornalisti all’ inaugurazione della mostra “Vignettangolo 2017”, accurata rassegna di opere, raffigurazioni e vignette, della Collezione Sanmarco Previdenza, presentate dalle associazioni Libera Accademia Johannes de Volpino e Angolo Verde, curate da Maurizio Maluta, noto collezionista e lui stesso vignettista, che pubblica sulla rivista “Il Candido”, fondata nel 1945 da Giovanni Guareschi, che oggi gode di rinnovato splendore.

L’evento presenta più di centocinquanta opere originali di autori francesi e italiani, come Gill, Peynet, Pavis, Molino, Jacovitti, Forattini, Cavandoli, Clericetti e molti altri, dal 1870 ad oggi.

 

Maurizio Maluta com’è nata la tua passione per le vignette e questa collezione?

“La collezione nasce soprattutto dalla passione che ho sempre avuto per la vignetta, fin da bambino mi dilettavo a fare disegni per i compagni che si divertivano un mondo, io mi sono appassionato agli autori di allora, come il celeberrimo Jacovitti e il suo famoso Diario Vitt, che per me era un piacere sfogliare.  In casa poi leggevo una rivista, il Candido, il giornale satirico di Giovannino Guareschi, del quale osservavo le vignette e sognavo un giorno di poterci disegnare anch’io. Da qui è iniziata la vera passione, prima ritagliando e collezionando le vignette e in seguito raccogliendo gli originali, per cui il numero uno di questa rivista fu proprio un disegno di Jacovitti, che oggi è diventato una rarità, perché il mercato non le propone più.

Da li ho continuato anche con la raccolta di raffigurazioni ed illustrazioni, che una volta venivano utilizzate per intercalare le pagine dei romanzi. Spesso erano opere di autori famosi, che a cavallo fra il diciannovesimo e ventesimo secolo, per richieste di mercato, si adattavano a disegnare ed illustrare immagini di libri, di riviste, di manifesti, di pubblicità. Questo è stato il periodo più florido per il disegno, per l’arte in generale e quindi anche per la vignetta.”

In questa collezione ci sono anche pezzi originali di famosi disegnatori francesi dell’ottocento, com’era il vignettismo francese in quel periodo e come si differenziava da quello italiano?

“Dalla seconda metà dell’ottocento e fino ai primi del novecento la Francia era un teatro di innovazione anche nel campo dell’arte, forse anche in ambito Europeo, Francia e Italia fecero scuola, non solo all’Europa, ma a tutto il resto del mondo, per cui la maggior concentrazione di autori la troviamo proprio in questi due paesi.

In Francia si era un po’ più spiritosi che in Italia, quindi la vignetta satirica era soprattutto legata al mondo politico dell’opposizione ai governi. L’obiettivo della vignetta satirica era quello di criticare in modo più o meno simpatico la parte politica che stava governando in quel momento, quindi la critica anche al clero, in modo a volte irriverente. Doveva trasmettere al lettore il piacere che c’era nel disegnare determinati aspetti della vita di quel tempo, il rapportarsi con gli eventi del momento e l’espressione forte e pungente della satira. In Francia c’era una cultura politica più emancipata, ma soprattutto c’era meno preclusione da parte del potere nell’accettare con il sorriso la critica spiritosa, mentre da noi erano tutti più seriosi e a volte si rischiava di più.

Ciò nonostante nella mia collezioni ci sono opere di autori francesi che per colpa delle loro vignette un po’ troppo incisive furono imprigionati e processati. Cito per tutti Gill, il quale in diverse occasioni fu perseguitato e addirittura fece una fine pietosa in una struttura di detenzione come il manicomio, in cui era stato recluso perché non potesse nuocere al potere di allora.
La sua fu una vita breve ma intensa, mori all’età di quarantacinque anni dopo aver massacrato e dissacrato, in modo massiccio, incisivo ed efficace  l’impero e il papato di allora, quindi il potere temporale e quello spirituale. Altri come lui, anche in epoca più recente, hanno osato sfidare il regime nazista, per cui furono imprigionati, processati e poi per fortuna graziati, rischiando la vita per una vignetta dissacrante nei confronti del Fuehrer. In Italia ricordiamo l’esperienza di Giovannino Guareschi, che per aver pubblicato una vignetta irriverente, che raffigurava l’allora presidente della repubblica mentre sfilava tra due schieramenti di fiaschi di vino, fu processato e subì per qualche mese anche il carcere, ma fortunatamente fu poi graziato per interventi politici del tempo. La vignetta faceva sorridere, ma qualche volta riflettere e correre rischi a chi non si allineava col regime del momento.”

In questa collezione vediamo anche molte vignette firmate Maluta, da imprenditore ad artista una passione lunga una vita?    

“Mio padre era abbonato al Candido, rivista di satira politica inventata da Giovannino Guareschi, noto autore di Don Camillo e Peppone, che nell’immediato dopoguerra raccolse gli umori di una certa parte politica che usciva dalla guerra bastonata e perdente. Fu definito l’uomo qualunque, un borghese che non aveva partecipato direttamente agli eventi bellici, ma comunque la pensava in un certo modo e non riusciva a convivere con i sistemi politici scaturiti nell’immediato dopoguerra. Guareschi fu l’autore di una lotta accesa contro l’allora democrazia cristiana e il partito comunista, che lo portò a farsi molti nemici. La rivista arrivava in casa ed era caratterizzata dalla presenza di molte vignette.

A fronte di alcuni articoli c’erano molte rappresentazioni spiritose edite dallo stesso Guareschi, che era un ottimo disegnatore, che rappresentava in modo ironico situazioni politico-sociali del momento. Guardando quelle vignette mi ci innamorai  e pensai – chissà se un giorno potrò disegnarci anch’io sul Candido -. Il caso ha voluto che qualche anno fa, dopo momenti di difficoltà della rivista, che fu costretta a chiudere e le edizioni smisero di essere proposte sul mercato, per iniziativa di alcuni editori e del direttore Alessio Di Mauro, che attualmente è vignettista anche lui, abbiamo pensato di riproporre il sistema Candido.  Con la direzione nella nuova edizione abbiamo pensato di proporre la stessa veste grafica di allora, quindi immagini e vignette alternate ad articoli di sfondo politico, sempre in contrapposizione al regime politico attuale, rappresentando le sensazioni e le idee di quella gente comune che ha ancora voglia di pensare senza farsi costringere dalle idee degli altri.

Sono stato contento di partecipare a questo progetto e ho cominciato facendo delle vignette, qualcuno si è divertito e mi hanno spronato a continuare. Non sono mai stato un raccoglitore dei miei disegni, disegno per divertire e divertirmi, perché ritengo che per sua natura la vignetta è usa e getta. Serve per far sorridere nel momento in cui la disegni e poi devi buttarla, con la pagina del giornale che ormai hai letto e con la settimana enigmistica oramai completata. Finisce di esistere nel momento in cui l’hai disegnata, perché poi non serve più. Qualcuna ho deciso di conservarla, ho scelto quelle che sono riuscite meglio e piaciute di più per proporle in questo contesto di piccola rassegna di vignette. Il presupposto è quello di divertirci e di divertire, e di divertirmi ancora, anche in futuro insieme ad altri amici vignettisti, che si sono impegnati  a darmi una mano e vedremo di continuare in quest’esperienza.”

 

Mascia Maluta
Newsfood.com

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