Veneto: Le Province sono ormai un lusso che non possiamo più permetterci

Il quadro istituzionale ed amministrativo con cui deve confrontarsi quotidianamente l’impresa agricola si è complicato enormemente negli ultimi trent’anni: urge un intervento di
semplificazione che, da un lato riduca il costo della pubblica amministrazione a carico del contribuente, dall’altro renda più agevole e rapido il rapporto del produttore con
tutti quei soggetti – uffici, sportelli, commissioni, autorità ecc. – che a vario titolo condizionano il suo operato.

Questa è la posizione emersa dall’ultima riunione del Consiglio direttivo di Confagricoltura Veneto, presieduta da Guidalberto di Canossa, che ha posto quale condizione
essenziale per lo sviluppo del settore primario la semplificazione dell’attuale quadro istituzionale. Oggi, ha osservato di Canossa, l’attività di un’impresa agricola deve fare i
conti con una pletora di soggetti pubblici, che vanno dal Comune fino all’Unione Europea. In mezzo operano la Provincia, la Regione e lo Stato, senza contare altri enti dotati di
importanti competenze in materia di economia e lavoro come le ASL, l’INAIL, l’INPS ecc. Il risultato è che l’agricoltore passa più tempo sulle carte che nei campi e vive
una situazione di forte disagio dovuta al moltiplicarsi degli interlocutori pubblici con cui deve confrontarsi.

E’ giunto il momento, ha aggiunto il presidente di Confagricoltura Veneto, di disboscare la giungla istituzionale e burocratica in cui deve muoversi l’imprenditore, chiedendosi se
qualche Ente non abbia concluso il proprio ciclo storico ed esaurito la propria funzione al servizio della collettività. Ci riferiamo in particolare alle Province, delle quali
nessuno vuole negare l’apprezzabile lavoro svolto a sostegno dello sviluppo anche del settore primario, ma che ora sembrano ritagliarsi forzatamente uno spazio fra la Regione, destinata
a diventare sempre più importante nella logica del federalismo, e i Comuni, insostituibili rappresentanti, sia singolarmente sia in quelle forme associative fino ad ora poco
sperimentate, delle istanze delle popolazioni locali.

Anche le esperienze più positive, precisa di Canossa, possono concludersi quando mutano le circostanze che le giustificavano. Le Province non devono fare eccezione. Per questo
aderiamo con piena convinzione all’iniziativa assunta dal nostro presidente nazionale Federico Vecchioni a favore di uno Stato “low cost”, che non rappresenti un peso, burocratico ed
economico, per il cittadino e per le imprese, ma si ponga realmente al loro servizio.

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