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Veneto: finanziaria statale

By Redazione

Venezia, 17 Ottobre 2007 – «La Finanziaria del Governo è una condanna a morte per le nostre montagne; una specie di decreto di espulsione per quei coraggiosi che insistono a
viverci e lavorarci svolgendo una funzione che serve all’intera comunità; una punizione per chi ama la propria terra e persiste nel voler vivere in aree difficili».

Non usa mezze parole il Vicepresidente della Giunta veneta Luca Zaia, nel criticare quella parte della Finanziaria statale che «del tutto irrazionalmente penalizza di fatto la montagna e
chi ci abita, sulla base di fattori che vengono contabilizzati senza tener conto di valori e funzioni svolte».
«In Veneto ci sono 19 Comunità Montane – ricorda il vicepresidente della Giunta Veneta – con 171 Comuni e una popolazione complessiva di quasi 500 mila abitanti. La superficie
delle Comunità è 642 mila ettari e quella classificata montana occupa 534 mila ettari. Il bosco si stende sul 47 per cento della territorio delle Comunità Montane; la cui
superficie è per 526.620 ettari soggetta a vincolo idrogeologico. Nel territorio montano operano quasi 200 ditte boschive e circa 35 mila aziende agricole la cui principale
attività è quella a vocazione zootecnica lattiero – casearia.

In tutta Italia le Comunità Montane servono una popolazione che sfiora gli 11 milioni di abitanti, con una spesa pro capite pari a circa 203 euro l’anno che è tra le più
basse, tenuto conto di quello che fanno, sia direttamente sia come tramite di interventi regionali, comunali o comunitari, in campo socio assistenziale, forestale, viabilistico, produttivo e
così via».
«Per non parlare dell’invasività del Governo su competenze regionali, la Finanziaria anzitutto elimina le agevolazioni su gasolio e gpl in montagna, poi prevede di ridurre gli
organismi di gestione, ovvero le Comunità Montane, espellendo dalle stesse circa 2 mila comuni oggi montani – dice ancora Zaia – eliminandone non solo i costi di funzionamento, ma anche
i servizi erogati. E questa è proprio una trovata che finge di non sapere che quei servizi costeranno lo stesso, ma in capo ad altri enti, ad esempio i Comuni che si dovranno far carico
anche di riassorbire il personale considerato in esubero».
«Voglio dire ai cittadini della montagna veneta – conclude Zaia – che non solo la Regione, ma io personalmente sono al loro fianco per difendere non privilegi, ma il diritto alla
esistenza e ad avere un futuro, che spetta all’intera comunità regionale».

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