Vendita diretta: Coldiretti replica a Confcommercio
9 Febbraio 2008
Massa Carrara – La legge disciplina e stimola la «vendita diretta», la replica di Coldiretti a Confcommercio, non vuole alimentare una «guerra tra
poveri», ne tanto meno «stigmatizzare» una categoria o un particolare anello della filiera, solo precisare che con la vendita diretta in azienda agricola «l’agricoltura
sta sfruttando totalmente tutte le opportunità offerte dalla normativa italiana e che i consumatori hanno chiesto.
Ma prima di vedere le pagliuzze negli occhi degli altri, c’è da capire se facciamo più male ai piccoli esercizi con le nostre iniziative, che riteniamo fondamentali per il
territorio, e quindi, da tutelare e favorire, rispetto a quanto sta facendo la grande distribuzione organizzata con offerta spesso sottocosto, quantità elevate e provenienza universale.
E’ Vincenzo Tongiani, Presidente dell’organizzazione agricola a replicare alla Confcommercio a nome dell’associazione che ieri aveva «rimandato al mittente» l’iniziativa della
vendita diretta sul territorio. «La vendita diretta, in base alla normativa 228 del 2001, non è assoggettata alla disciplina del commercio e può essere fatta sia all’interno
dei locali, sia all’esterno delle aziende, fermo restando il rispetto delle normative in materie di igiene e sicurezza alimentare. Puntellato questo punto: il sistema di vendita è
promosso dal Governo – l’ultimo decreto legislativo in materia è il 296 del 27 dicembre 2006, art. 1 comma 10/65 che disciplina l’istituzione dei mercati della vendita diretta o
mercatini degli agricoltori – e su questo decreto ci sono alcune importanti considerazioni che fa il Governo e non Coldiretti, e per cui si possono soddisfare le esigenze del consumatore
attraverso questo metodo. La politica ha avallato e sottoscritto questa opportunità e anche la Regione Toscana ha stimolato questo processo; non crediamo di stare operando attraverso
iniziative fuori legge e pericolose. Usiamo solo gli strumenti che la politica ci offre. E cerchiamo di farlo al meglio delle possibilità».
Coldiretti spiega ancora che la forbice tra i prezzi dal campo alla tavola non è certo una invenzione degli agricoltori. «La vendita diretta non è pericolosa per i piccoli
esercizi perché è il consumatore, di sua iniziativa, a scegliere dove e come acquistare frutta e verdura o altri generi. Ecco perchè la vendita diretta deve essere vissuta
come uno stimolo anche per i piccoli esercizi che devono qualificarsi, e non come un attentato. La regole del mercato e della globalizzazione hanno portato molte aziende agricole a chiudere ma
non per questo abbiamo mai scaricato le difficoltà di competitività su altri, così’ come vediamo, molte volte fare. L’ampia forbice tra i prezzi dal campo alla tavola, non
è una nostra invenzione ma un dato di fatto. Non vogliamo stigmatizzare nessun anello della catena commerciale e produttiva ma non bisogna avere paura della trasparenza, a tutti i
livelli, della filiera. Può essere solo un vantaggio per tutti».
Tongiani è anche preoccupato per il destino dell’agricoltura: «Non abbiamo mai cercato una «guerra tra i poveri» in questi anni, piuttosto una collaborazione con tutti,
soprattutto, con le associazioni dei commercianti. Purtroppo, ancora una volta, l’agricoltura oggi è stata solo utilizzata per promuovere il territorio. Sia ben chiaro: in Provincia di
Massa Carrara l’agricoltura sta morendo e con lei tutto quello che è cultura, tradizione e storia del nostro territorio. Ci tengo a precisare che agricoltura è anche turismo come
dimostra la Lunigiana».
A Confcommercio, infine, Coldiretti propone: «prima di vedere le pagliuzze negli occhi degli altri, di capire se facciamo più male ai piccoli esercizi con le nostre iniziative, che
riteniamo fondamentali per il territorio, e quindi, da tutelare e favorire, rispetto a quanto sta facendo la grande distribuzione organizzata con offerta spesso sottocosto, quantità
elevate e provenienza universale. La Provincia di Massa Carrara è, seconda una recente indagine, quella in Toscana con la più alta percentuale di rapporto tra abitanti e metri
quadrati destinati a supermecati. Forse, qualche supermercato in meno avrebbe tutelato di più i piccoli esercizi».
Coldiretti conclude rimarcando la disponibilità e la volontà di collaborare, come sempre è stato fatto, assieme alle associazioni dei commercianti, restando a disposizione
per qualsiasi chiarimento.




