Vendemmia 2015: annata da ricordare ma meglio essere cauti

Vendemmia 2015: annata da ricordare ma meglio essere cauti

VENDEMMIA 2015. TUTTO ANCORA DA DECIDERE E VEDERE
Certamente i presupposti di una annata buona ci sono, come uva, come condizioni e status delle vigne, dei vitigni, della sanità e capacità vegetativa delle diverse piante lungo tutto lo stivale. Ad oggi si può solo dire che l’andamento climatico ha anticipato il percorso di maturazione dell’uva, ha accelerato il trasferimento nel grappolo di sostanze zuccherine, che la superficie fogliare sta lavorando bene, che un po’ di stress idrico in alcune zone di alta collina o montagna hanno determinato una riduzione dei volumi degli acini. Le recenti piogge di metà agosto, tradizionali in annate recenti e propizie per certi aspetti, hanno determinato un ritorno attivo della vegetazione e dei flussi di sostanze dentro la pianta che possono solo – per certi vitigni e certi futuri vini – essere visti in modo positivo per un giudizio complessivo sull’andamento della vendemmia.

Vendemmia Pod San Biagio E ‘ fuori discussione – sottolinea Giampietro Comolli, in gioventù produttore, agronomo, enologo e direttore dei più importanti consorzi di tutela italiani –  che un giudizio e una valutazione del vino può avvenire solo dopo la pigiatura e le prime lavorazioni del mosto. Con la svinatura è possibile dare un parere tecnico. Al momento ogni affermazione sulle caratteristiche e qualità vendemmiali, del mosto e quindi del vino finito, è prematura e priva di fondamento. I tempi tecnici, le prossime giornate o settimana per andamento climatico e meteo sono determinanti. Continua Comolli:dire oggi che la vendemmia 2015 è ottima, che sarà più produttiva del 5%, che non ha risentito siccità….ecc mi sembra prematuro. Ogni vendemmia è un caso a se, per fortuna altrimenti perché le uve di certi millesimi verrebbero pagati anche 10 volte tanto rispetto ad altre uve similari, perché il processo vegetativo della piante di vite dura da 140 a 180 giorni, in cui componenti interne ed esterne condizionano il risultato finale. Il vino poi, lo giudica il consumatore e il mercato. Non certo una pioggia di 10-20 mm dopo 35 giorni di siccità totale, in piena invaiatura, può modificare status e qualità e valore. Quindi molta attenzione, grande differenza fra produzione uva e risultato finale del vino. Inoltre prezzi e qualità, rese e valore aggiunto devono essere fattori che rientrano nella valutazione economica dell’uva . Così da anni i grandi territori e produttori nel mondo hanno una attenzione particolare per l’uva ed hanno visto raddoppiare il valore unitario: così in Catalogna, nella Mosella, in Croazia, in Carinzia. Eppoi ci sono denominazioni che il rapporto valore/qualità lo praticano da decenni  con risultati odierni  che portano un chilo di uva intorno ai 5-6 euro di media.
L’esatta epoca di raccolta, la data di avvio di un procedimento “ senza ritorno” che determina poi i valori, i voti, i pregi di una annata e di un vino , è fondamentale perché è un mix di fattori di produzione altamente variabili e suscettibili in lassi di tempi brevi, di sanità, di colore, di pulizia, di gradi Babo, di acidità tartarica e volatile, di consistenza al tatto della buccia, di durezza dell’acino e di apertura del grappolo. Sempre Comolli: Tutti elementi prioritari e fondamentali per dare un voto all’annata vendemmiale, al “ millesimo” come si dice. In particolare in alcuni territori nazionali la vendemmia è partita e i primi dati sono soddisfacenti. La Sicilia  taglia sempre per prima il traguardo da alcuni anni con vendemmie di prima mattina per cogliere alle temperature più basse di aria e grappolo. In Franciacorta diversi produttori sono partiti per poter portare in cantina uve con una acidità tartarica alta al fine di poter creare le basi per la presa di spuma in condizioni di massima sicurezza. Ma c’è anche chi, fra i produttori Franciacortini, aspetta una maturazione più pronunciata dell’uva in termini di titolo zuccheri endogeno o grado alcolico naturale per ridurre enormemente gli interventi esterni e quindi preservare l’acidità attraverso una pressatura delle uve bassa e molto controllata.

Vendemmia vigneterrazza castelloPartita la raccolta di Pinot Nero e Chardonnay per la spumantizzazione anche in Oltrepò Pavese e Colli Piacentini. in Valtidone i primi dati rilevati sui carri davanti alla vasca di pigiatura danno 18 gradi Babo e 7 di acidità complessiva, certamente un ottimo rapporto che fa ben sperare. Ma a guardare bene, i presupposti sono ottimali anche perché i grappoli si presentano puliti, turgidi, sanissimi, ben informati, acini piccoli, colore omogeneo del grappolo, colore intenso, durezza dell’acino. Ecco è il mix che determina il voto finale. Infine Comolli:Ma ci pronunciamo fra qualche settimana. Per il Prosecco tutto rimandato alla prossima settimana, forse le prime partenze già il 28-30 agosto, ma il gruppo numeroso scommette sul 1 settembre come data fatidica. I tecnici di campo sono al lavoro con strumenti in mano a girare da Saccol a San Donà. Certo la differenza fra il vitigno Glera e Pinot Nero è notevole, come pure un terreno morenico a sud dei laghi lombardi e un terreno scosceso ai piedi del Grappa o lungo il fiume Piave. Altra componente importante, la struttura e la composizione del terreno, da magro a argilloso, da sabbioso a profondo…contribuiscono anche a determinare la data di inizio vendemmia oltre che le caratteristiche chimico-fisiche e organolettiche del mosto e del vino.
(Riproduzione Riservata)

Giampietro Comolli
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