Vecchioni (Confagricoltura): “Gli OGM non affamano”
10 Agosto 2008
“Fame geneticamente modificabile”. questo il titolo sintomatico del dibattito che si è tenuto nell’ambito di “Cortina Incontra” con un faccia a faccia tra il presidente di
Confagricoltura Federico Vecchioni e il presidente della Fondazione Diritti Genetici Mario Capanna . Il titolo del dibattito sintetizza due visioni contrapposte: gli Ogm sfamano (risolvono la
fame nel mondo); gli Ogm affamano (“food for fuel”, il mais richiesto per la trasformazione in bioetanolo verrebbe sottratto alle produzioni alimentari).
“In realtà le cose non stanno proprio così – sottolinea Vecchioni – Parafrasando il titolo potremmo dire che la fame nel mondo è ‘geneticamente
immodificabile’. Dipende da molteplici condizioni che esulano dalla scienza (guerre, educazione, politiche di assistenza allo sviluppo, ecc.). E’ indubbio però che la scienza
potrebbe dare un contributo rilevante e sostanziale e che gli Ogm potrebbero aiutare a sfamare e per questo anche la Chiesa guarda con favore ad essi”.
“In Europa – aggiunge il presidente di Confagricoltura non c’è stato alcun conflitto ‘food for fuel’ in quanto la materia prima da trasformare in energia è stata
limitata a poco più dell’1% della produzione di cereali. Negli Usa, dove l’effetto è stato maggiore, comunque il mais richiesto per la trasformazione in bioetanolo non
è stato sottratto alle produzioni alimentari”.
“Di fatto – sottolinea Federico Vecchioni a Cortina – la produzione nazionale di mais si è rivelata sufficiente a soddisfare la richiesta di prodotto per l’alimentazione umana, per
gli usi mangimistici e per quelli industriali, compresi la produzione di biocarburanti. Le previsioni per la prossima campagna (anche se la domanda per etanolo è in aumento e la
produzione in calo) consentono di poter affermare che l’offerta sarà in grado di soddisfare comunque la domanda”.
“Bisogna riprendere la ricerca in pieno campo anche per vedere se può dare risposte concrete alla fame nel mondo – esorta infine Vecchioni – La Confagricoltura ha espresso una
proposta precisa, sicura e, avallata scientificamente: quella di effettuare la ricerca, utilizzando mais Ogm in secondo raccolto; siamo pronti a mettere a disposizione le nostre imprese in tal
senso. In Italia c’è una posizione contraria alla sperimentazione. Si tratta di una linea inaccettabile, non si può avere paura della scienza”.




