Varese: i capigruppo di maggioranza esprimono solidarietà a Benedetto XVI
23 Gennaio 2008
Varese – «Vogliamo esprimere la nostra indignazione sia come cittadini che come amministratori per quanto avvenuto all’Università La Sapienza di Roma nei confronti
di Benedetto XVI» il Presidente del Consiglio Provinciale Anna Maria Martelossi e tutti i capigruppo di maggioranza a Villa Recalcati esprimono la propria solidarietà al Pontefice.
«Per colpa di una minoranza di docenti e studenti è stato vietato al Papa di partecipare all’apertura dell’anno accademico dell’Università La Sapienza di Roma, ateneo
fondato proprio da un pontefice. La cosa assai più grave è che a Benedetto XVI è stato vietato di parlare in un istituto in cui dovrebbe regnare il principio del dialogo
costruttivo tra i saperi. Quanto accaduto poi riafferma l’idea dell’esistenza di barriere ideologiche, che rendono difficile un dialogo tra scienza e fede. Infine vogliamo sottolineare
l’atteggiamento oscurantista e illiberale di chi ha impedito al Papa di intervenire. Si tenga conto che in passato i Papi hanno potuto parlare ovunque, anche a Cuba, in Nicaragua e in Turchia.
Quanto accaduto a La Sapienza conferma l’incapacità del Governo italiano di garantire la libertà di pensiero e di parola e la possibilità di portare la testimonianza del
pontefice quale capo di uno Stato esterno, vescovo di Roma, docente universitario e guida spirituale di milioni di persone nel mondo. Davanti a quanto accaduto non possiamo che condannare le
posizioni dei docenti e degli studenti di Roma, indipendentemente dallo schieramento e dal credo professionale di ciascuno di noi e nel rispetto dello nostro Stato laico».




