USA. Bimbi obesi come delinquenti. Un braccialetto elettronico per tenerli a dieta

USA. Bimbi obesi come delinquenti. Un braccialetto elettronico per tenerli a dieta

By Redazione

Negli Stati Uniti, la lotta all’obesità infantile diventa sempre più decisa.

Ispirati dall’attivissima First Lady Michelle, i responsabili del settore portano la loro attività a nuovi livelli di efficacia.

Tra i più decisi, Ted Nagengast, direttore del Dipartimento di Atletica del distretto scolastico di Bay Shore a Long Island.

Ispirato da alcuni colleghi, Nagengast ha deciso di controllare i ragazzi più a rischio con dei braccialetti elettronici, simili a quelli usati dal sistema giudiziario. Il Polar Active
Electro (questo il nome dell’apparecchio) si fissa al polso e registra i dati del corpo, in particolare quelli legati all’attività fisica, battiti cardiaci e sulle calorie accumulate.
Quando poi il giovane entra in classe, il braccialetto trasmette ad uno speciale computer i dati delle 24 ore precedenti. In questo modo l’alunno ed i suoi insegnanti possono verificare se e
come l’attività svolta porta benefici.

Attualmente, il progetto è in fase pilota con 10 alunni (considerati i più a rischio obesità) già dotati di braccialetto.

Come detto, i precedenti sono positivi: tuttavia, le reazioni sono più sfumate.

Decisamente contrari alcuni genitori, sostenuti dall’Unione americana delle libertà civili. Il portavoce ACLU Jay Stanley ha usato parole dure, parlando di “Violazione dei più
elementari diritti alla riservatezza, perché non c’è niente di più privato delle informazioni biologiche sui dati relativi agli apparati vitali di un essere umano”.

Al portavoce ACLU risponde il collega Hank Speerstra, dell’azienda che produce il braccialetto elettronico. Per Speerstra, l’operazione è positiva, poiché aiuta a “Monitorare i
battiti del cuore consente agli insegnati di educazione fisica non solo di conoscere meglio i propri alunni ma di educarli in maniera più efficace su come i loro corpi reagiscono a
ciò che fanno”. In aggiunta, “Si creano dei curriculum di informazioni destinate ad aiutare in futuro la somministrazione di eventuali medicinali”.

A proporre una sorta di mediazione intellettuale, la professoressa Virginia Rezmierski, docente di tecnologia e privacy all’Università del Michigan. Per la dottoressa, l’utilizzo del
braccialetto elettronico ha le potenzialità per aiutare studenti e docenti ha sconfiggere i chili di troppo.

Tuttavia, avverte la docente, è necessaria la consapevolezza e l’assenso dei ragazzi e delle loro famiglie: l’imposizione, oltreché scorretta, è controproducente

FONTE: Howard Portnoy, “NY school to fight childhood obesity by spying on fat kids”, The Examiner, 16/12/012

Matteo Clerici

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