Uranio impoverito, la Cassazione: nessun processo ai vertici della Difesa

La Corte di Cassazione ha archiviato il fascicolo relativo alla morte di Salvatore Vacca, il soldato italiano impegnato nella missione in Bosnia che morì per un tumore, causato, secondo
i familiari che presentarono una denuncia contro ignoti, dall’esposizione all’uranio impoverito.

Accogliendo la richiesta di archiviazione formulata dal giudice delle indagini preliminari di Cagliari nel 2005, la Cassazione ha rigettato i ricorsi dei familiari perché ritenuti
inammissibili. La richiesta di archiviazione del Gip era fondata sull’ impossibilità, date le conoscenze del periodo,di stabilire una relazione tra l’esposizione all’uranio e la malattia
e quindi non riconosceva alcuna condotta omissiva dei vertici militari e del ministero della Difesa.

Nella sentenza la suprema corte però lascia aperta la possibilità di nuove indagini sulla contaminazione da uranio impoverito, anche su richiesta dei familiari.

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