Unioncamere Veneto: REDECON, la pianificazione territoriale per le imprese

By Redazione

Venezia – Conoscere nei dettagli il territorio veneto per rendere più competitiva l’economia regionale, l’innovativo progetto REDECON (REgional DEvelopment
along COrridors and Nodes) è stato presentato martedì 18 marzo da Gian Angelo Bellati, direttore di Unioncamere del Veneto, e Franco Migliorini,
esperto di pianificazione territoriale.

Il progetto REDECON, finanziato nell’ambito del programma Interreg IIIB Cadses, consente di definire una metodologia innovativa a livello internazionale per la pianificazione dello
sviluppo territoriale utilizzabile a diverse scale geografiche regionali e macroregionali
. Ispirato a precedenti studi applicati in regioni austriache, REDECON permette di
analizzare il sistema economico e produttivo in relazione al sistema insediativo e infrastrutturale
, utile supporto sia per il settore pubblico, a livello di pianificazione, sia per
quello privato, a sostegno delle strategie di localizzazione delle imprese e dei pubblici servizi.

«Attraverso REDECON sarà possibile ad esempio individuare le aree che più si prestano allo sviluppo di attività di servizio alle imprese, ottimizzare
alcune fasi della logistica e del trasporto all’interno di aree produttive, oppure ottimizzare i servizi di trasporto pubblico
– spiega Gian Angelo Bellati, direttore di
Unioncamere del Veneto
-. Sarà inoltre possibile effettuare valutazioni nell’ambito degli strumenti di programmazione, come i Piani Territoriali. Ad esempio misurare alcuni
impatti di una politica infrastrutturale, come la variazione di accessibilità dovuta ad una nuova strada, piuttosto che ad una ferrovia».

Basato su un innovativo Sistema Informativo Territoriale (GIS), REDECON permette di elaborare rapidamente degli indicatori complessi per offrire una rappresentazione dettagliata del territorio
attraverso l’uso delle tradizionali griglie con base variabile da 5.000 a 500 metri.

Supporto adatto all’elaborazione, rappresentazione, monitoraggio e valutazione di strategie di marketing territoriale su scala comunale, provinciale, regionale e sovra regionale,
l’impiego di REDECON può variare dalla modellistica economica a quella trasportistica e ambientale.

«Le imprese devono prendere consapevolezza che, per migliorare le loro prestazioni competitive nel mercato internazionale, le componenti territoriali sono sempre più
importanti
– continua Gian Angelo Bellati -. L’accessibilità a servizi di qualità è solo uno degli elementi che emergono con forza come fattori di
sviluppo. Con questo progetto, Unioncamere del Veneto vuole contribuire ad agevolare le imprese, fornendo agli amministratori pubblici gli strumenti necessari a migliorare
l’accessibilità al sistema delle infrastrutture, a migliorare le relazioni tra il sistema insediativo e le nuove esigenze di competitività del mondo economico, ad accrescere il
potenziale economico attraverso sinergie fra gli insediamenti produttivi e i relativi servizi».

Strumento di supporto alle decisioni, REDECON può identificare punti di forza e/o di debolezza di un territorio, fornendo una fondamentale base cognitiva per l’adozione
di politiche efficaci.

Dal punto di vista metodologico, REDECON è stato sviluppato in tre fasi:

– un’applicazione a scala regionale (Veneto, Emilia Romagna, Slovenia) confrontando i risultati ottenuti;

– un’unica applicazione a scala macroregionale che consente un confronto fra tutte le regioni interessate, dall’Emilia Romagna, alla Carinzia, alla Slovenia;

– tre progetti pilota a scala sub regionale che approfondiscono temi differenti in contesti specifici situati in Emilia Romagna, Veneto e Slovenia;

Uno dei temi affrontati da REDECON è stato l’effetto legato alla realizzazione del Passante di Mestre, prendendo in esame alcuni impatti sul sistema socioeconomico.

Dallo studio è emerso che gli impatti più significativi sul territorio si concentrano nell’area a ridosso del Passante, in particolare nell’area compresa tra le province
di Venezia, Treviso e Padova
. Ma impatti significativi, seppur di minore intensità, si leggono anche lungo la direttrice est-ovest, da Padova a San Donà di Piave.

Effetti non trascurabili si possono registrare anche a livello locale e questi consentono di consolidare l’area centrale veneta. Viene così rafforzato il concetto di area metropolitana
oltre l’asse classico che unisce le città di Padova, Treviso e Venezia, incrementando persone e addetti raggiungibili.

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