Recep: il paesaggio biellese si fa progetto

By Redazione

Biella – Avviati venerdì mattina, 14 marzo, con un incontro in Provincia i lavori di attuazione del progetto Paesaggio Biellese. Alcune delle amministrazioni coinvolte
si sono riunite nella sala Bonino di via Quintino Sella: ha aperto la giornata il presidente della Provincia Sergio Scaramal, che ha sottolineato come «le azioni previste dal progetto
Paesaggio Biellese puntano a riqualificare il territorio e consentire un suo corretto sviluppo, in armonia con la vita quotidiana dei cittadini, il loro lavoro, il tempo libero, l’ambiente
naturale e i luoghi di espressione della vita sociale e relazionale».

Al tavolo dei relatori, l’assessore provinciale all’ambiente Davide Bazzini, quello ai lavori pubblici Claudio Marampon, il direttore della Recep (la rete delle amministrazioni che attuano la
Convenzione Europea del Paesaggio) Riccardo Priore e Giuseppe Pidello, dell’ecomuseo Elvo e Serra, che ha illustrato il progetto nei dettagli.
La sperimentazione coinvolge, in questa prima fase, 16 amministrazioni riunite in tre gruppi di lavoro definiti da altrettanti ambiti territoriali. Vale a dire quelli individuati dalle linee
guida del progetto, elaborate dal gruppo tecnico composto da funzionari dell’amministrazione provinciale e rappresentanti della Recep.

Gli ambiti di sperimentazione sono: l’area montana della valle Elvo (Comunità montana Alta Valle Elvo e comuni di Donato, Graglia, Muzzano, Netro, Occhieppo Superiore, Pollone e
Sordevolo), dall’area urbana della Città di Biella (comuni di Biella e Ponderano) e dall’area della strada Trossi (comuni di Benna, Candelo, Gaglianico, Massazza, Sandigliano, Verrone e
Villanova Biellese).

Scaramal ha proseguito il suo intervento definendo la realizzazione del progetto «una occasione di sviluppo per le nostre valli e per intervenire negli ambiti di emergenza paesaggistica
già noti, però con un metodo innovativo che si fonda sulla percezione del paesaggio come bene comune, di tutti gli abitanti. La condivisione e la partecipazione degli enti locali
rappresentano un momento di forte democrazia e di riduzione delle distanze tra amministrazioni, testimoniati anche dall’invito alle comunità locali a farsi protagoniste della
programmazione territoriale».

Il progetto era stato presentato in occasione della prima Conferenza provinciale per il paesaggio (Biella, 25 gennaio 2007), quando erano state illustrate le motivazioni e le finalità e
si erano aperte le adesioni formali degli enti locali.

Successivamente, in occasione della terza riunione del Consiglio direttivo della Recep (Barcellona, 18 febbraio 2008), il progetto Paesaggio Biellese aveva ottenuto un importante riconoscimento
a livello internazionale come prima sperimentazione europea di applicazione della Convenzione europea del paesaggio.

Su questo punto l’assessore Bazzini ha confermato che il progetto biellese è ormai inserito come principale sperimentazione italiana nell’applicazione della Convenzione Europea e che
ciò rappresenta «la possibilità di legare tutto quello che da oggi in avanti andremo a realizzare con percorsi analoghi sul piano nazionale ed europeo. La presenza della
Recep, che fornisce al progetto un importante apporto scientifico e di qualità, è fondamentale per la corretta strutturazione dei lavori. Alle comunità locali l’invito a
prendere parte formalmente e collaborare alla conduzione delle diverse iniziative, puntando soprattutto alle assemblee per il paesaggio che, disseminate nei diversi territori, si auspica
sviluppino al massimo grado il coinvolgimento delle comunità per giungere alla costruzione piena e condivisa di una forte identità locale».

Riccardo Priore, che è anche funzionario del Consiglio d’Europa, ha spiegato come «la Convenzione Europea del Paesaggio sia una direttiva di legge, in vigore in Italia e
indirizzata proprio agli amministratori locali. Sono loro i leader di questo progetto, non è pensabile una piena attuazione senza il contributo di primo piano da parte degli attori
locali. Il progetto Paesaggio Biellese è il centro di sperimentazione in ambito nazionale con il diretto coinvolgimento della Regione, della Provincia e del Comune capoluogo. Il
progetto, inoltre, mira a rispondere a una crescente domanda sociale, riscontrata su un piano che comprende l’intero territorio europeo, diretta a evidenziare un’insofferenza verso il degrado
della qualità del paesaggio. Il ruolo attivo delle comunità verso l’identificazione del paesaggio prima e la sua salvaguardia poi, va determinato sul territorio a partire dai
prossimi momenti di realizzazione del progetto».

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