Una scuola per tutti, la Toscana attualizza Don Milani
1 Dicembre 2007
Toscana, 30 Novembre 2007 – «Stare dalla parte degli ultimi», la riflessione sul pensiero di Don Milani, che questo convegno vuole approfondire a 40 anni dalla sua morte, lo
fa emergere in tutta la sua attualità, anche la Regione si muove con impegno in questa direzione.
I mutamenti sociali ed economici che hanno cambiato volto alla Toscana nel corso di un quarantennio hanno cambiato la fisionomia degli “ultimi”. I ragazzi che la scuola escludeva all’epoca non
sono certamente gli stessi di oggi. E tuttavia i problemi messi in luce dall’esperienza di Barbiana appaiono ancora attuali. La scuola è, come allora, un potente strumento di democrazia
ed emancipazione culturale e sociale, oltre che un elemento propulsore dell’economia. Ma non tutti riescono a proseguire lungo il percorso. Ancora qualcuno si perde per strada. Altri rinunciano
in partenza. Ai figli dei contadini che percorrevano chilometri in montagna per raggiungere la classe ! di Don L orenzo, si sostituiscono oggi i figli degli immigrati, i ragazzi provenienti da
famiglie in condizioni di disagio, i disabili.
«Don Milani diceva che non c’è nulla di più ingiusto che dividere in parti uguali fra diseguali. E’ proprio per correggere questa diseguaglianza che abbiamo deciso di
offrire maggiori opportunità a quegli studenti la cui permanenza nella scuola è più a rischio, con iniziative mirate per favorire il dialogo con le famiglie e
l’integrazione fra culture».
L’assessore all’istruzione Gianfranco Simoncini ha spiegato così l’adesione convinta della Regione Toscana all’iniziativa promossa dal Comune di Vicchio a conclusione delle celebrazioni
per i 40 anni dalla morte di Don Milani, un convegno nazionale sul tema “La memoria genera speranza”. E ha illustrato le iniziative della Regione che trovano un importante punto fermo nella
costruzione di un sistema integrato, che leghi insieme istruzione, orientamento, formazione professionale e lavoro per garantire a tutti i cittadini, nessuno escluso, in coerenza con le
strategie dell’Unione Europea, il diritto all’apprendimento lungo tutto l’arco della vita. Un punto fermo che si concretizza nel testo unico regionale e nel suo strumento attuativo, il Piano
generale di indirizzo. ObiettivI: pari opportunità, eliminazione delle barriere, fisiche, economiche, culturali che possono vanificare i successi e la prosecuzione degli studi, piena
valorizzazione di quel capitale umano oggi sempre più indispensabile al dinamismo della nostra economia. «Questo importante momento di riflessione sulla scuola – osserva
l’assessore – si colloca in una fase significativa, contrassegnata da una novità importante, come l’innalzamento dell’obbligo a 16 anni. In Toscana abbiamo deciso che l’obbligo di
istruzione sarà obbligo scolastico: sarà qui! ndi svol to all’interno del biennio della scuola superiore e non con percorsi alternativi esterni. Tutti gli studenti devono infatti
ricevere le competenze di base, senza differenziare precocemente i canali formativi. Anche perché il nostro traguardo finale è quello di portare più ragazze e ragazzi
possibile al diploma di maturità. Si sta poi lavorando alla realizzazione di un terzo anno che consenta a chi decide di non proseguire gli studi di raggiungere comunque una qualifica
professionale». Anche questo è un modo per combattere la dispersione scolastica e per avviare la Toscana verso i traguardi posti dal consiglio europeo di Lisbona. Oggi la Toscana
ha una media di dispersione del 13 %, ma l’obiettivo cui puntiamo è quello di portarla al 10% entro il 2010. L’altro obiettivo è quello di elevare la percentuale dei diplomati
dall’attuale 78%, all’85% indicato dalla Ue. Per raggiungere questi obiettivi sono stati messi a punto interventi che vanno dal diritto allo studio, con borse e contributi per l’acquisto di
libri, alla creazione di percorsi triennali sperimentali di attività integrate fra istruzione e formazione per la qualifica professionale o per l’apprendistato professionalizzante, o
ancora le iniziative per sostenere gli studenti stranieri e le loro famiglie. Un’altra opportunità di ampliare le potenzialità formative del sistema è quella dell’adozione
di strumenti omogenei, che consentano la certificazione dei percorsi formativi e il riconoscimento dei crediti, sia nel campo dell’istruzione formale che di quella informale.
Barbara Cremoncini




