Una scoperta americana apre la strada a nuovi farmaci contro il cancro e il diabete

Un gruppo di ricercatori della Brown University di Providence (Usa), coordinato dal biologo cellulare Eugene Chin, ha realizzato una scoperta significativa inerente la “transduzione del
segnale” delle cellule, che potrebbe offrire nuovi target per i farmaci impiegati contro il cancro o la Sindrome da immunodeficienza acquisita (Aids).

Nello specifico, Chin e il suo team hanno studiato come l’interferone di tipo 1 si lega a un complesso di recettori, conosciuto come recettore IFN-a, sulla superficie cellulare per dare l’avvio
alla risposta immunitaria. E hanno scoperto che l’acetilazione, un processo chimico che modifica gli aminoacidi, gioca un ruolo centrale nell’attivazione dell’interferone. “Fino ad oggi –
spiega Chin – la comunità scientifica era convinta che la fosforilazione della tirosina fosse l’attore principale nella transduzione del segnale. Ma la nostra scoperta cambia questo
scenario”. Che cosa significa per la medicina? Molte malattie, tra cui il cancro e il diabete, si verificano quando c’è un difetto nella transduzione del segnale delle cellule. Mostrando
che un altro processo chimico – l’acetilazione – è critico in questa fase, gli scienziati americani hanno fornito una spiegazione alla mancata efficacia in certi pazienti di alcuni
farmaci anti-cancro e anti-virali, aprendo la strada a nuove terapie più mirate.

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