Una nuova luce sul processo di formazione del cancro al colon

Uno studio condotto all’Università di Helsinki (Finlandia) getta una nuova luce sul processo di formazione del cancro al colon e, in prospettiva, può aiutare a sviluppare
trattamenti più efficaci per questa malattia, una delle cause di morte per tumore più diffuse nei paesi occidentali sia tra le donne sia tra gli uomini.

Studi epidemiologici hanno mostrato come diversi fattori possono contribuire all’insorgere di un cancro nell’area colorettale: obesità, una dieta ricca di carne rossa e povera di verdura
e fibre. La maggioranza dei tumori maligni del colon-retto insorge a partire da lesioni, spesso inizialmente del tutto benigne, dette polipi adenomatosi (si tratta di masserelle di tessuto che
proliferano all’interno del canale intestinale). Il fatto che i polipi adenomatosi possano essere i precursori del tumore ha una notevole importanza pratica poiché l’asportazione
endoscopica dei polipi è in grado di prevenire lo sviluppo di un tumore maligno.

Lo studio finlandese, anticipato nell’edizione on line di Cancer Cell, descrive un meccanismo tramite il quale i polipi benigni nel colon acquistano l’abilità di formare tumori
maligni: PROX1, una proteina che nell’embrione controlla la formazione normale degli organi, quali il fegato o gli occhi, diventa in modo abnorme sovraprodotta nelle fasi precoci di sviluppo
del carcinoma. PROX1 consente alle cellule del tumore di crescere persino in assenza di segnali di stimolazione dai tessuti normali circostanti. La rimozione di PROX1 dalle cellule cancerogene
può dunque rendere reversibile il loro comportamento maligno. La proteina può quindi essere un promettente target per lo sviluppo di nuove terapie.

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