Varianti genetiche del recettore della vitamina D aumentano il rischio di cancro al seno

Uno studio condotto al German Cancer Research Center di Heidelberg sostiene che alcune varianti genetiche nel recettore della vitamina D aumentano il rischio di sviluppare un cancro al seno
nelle donne in fase di postmenopausa. Secondo la coordinatrice della ricerca, Jenny Chang-Claude, l’assunzione di vitamina D e le concentrazioni di siero dei suoi metaboliti sono associate a
una diminuzione del rischio di cancro al seno.

La vitamina gioca un ruolo chiave nel controllo dei livelli di calcio e influenza la differenziazione delle cellule, distinguendosi nella prevenzione della proliferazione galoppante delle
cellule cancerogene. Chang-Claude e colleghi hanno investigato le variazioni nel gene che codifica la proteina recettrice della vitamina D, trovando che non ci sono differenze nel biomarker per
la vitamina D, 25-idrossivitamina D, tra le donne con due varianti genetiche note, i polimorfismi Fokl e Taql, e quelle con due varianti funzionali putative, VDR-5132 e Cdx2, nel gene
recettore. Inoltre, i ricercatori non hanno trovato relazioni tra la presenza di questi polimorfismi e il rischio medio di sviluppare un cancro al seno nella postmenopausa. Hanno però
identificato un rischio significativamente più alto legato al recettore dell’estrogeno nelle donne con la variante genetica Taql. Ciò suggerisce un coinvolgimento del metabolismo
dell’estrogeno nell’attività anticancro della vitamina D.

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