Una mappa del DNA per la dieta anti vecchiaia
11 Marzo 2010
Un test del DNA, in grado di individuare i geni sensibili e, sulla base di questi, indicare la corretta alimentazione.
Questo il risultato di una ricerca, frutto di un pool di studiosi italiani, e non, diretto dai dottori Nicola Sorrentino (Università di Pavia), Riccardo Raddino (università di
Brescia) e Bruno Mandalari (Milano).
Gli scienziati si sono concentrati sulla parte di patrimonio genetico che può essere influenzata (nel bene o nel male) da fattori come dieta, stile di vita e problemi di salute.
Allora, ecco il loro prodotto, un test del DNA chiamato Nutri Gene Code di Ngc Medical.
La procedura è semplice: l’interessato si strofina un tampone di nylon nell’interno della guancia. Tale tampone viene poi spedito (tramite contenitore ad hoc) negli USA.
Lì, un team di esperti in varie disciplina mediche analizzerà i risultati, fornendo poi al paziente una serie di terapie per mangiare bene e vivere meglio. Il costo: 700 dollari,
integratori alimentari esclusi.
Obiettivo ultimo è aumentare la durata e la qualità della vita, controllando i geni regolatori dell’invecchiamento e della degenerazione cellulare.
Commentano così Sorrentino e Mandalari: “Questo nuovo test è in grado di rilevare una cinquantina di mutazioni genetiche che si riferiscono a 8 diversi processi biologici: dal
metabolismo degli zuccheri a quello dei grassi, dalla risposta infiammatoria all’attività antiossidante. In base ai risultati, il medico saprà se tutto è a posto o se
emergono possibili futuri problemi nel metabolismo degli zuccheri, piuttosto che nella riparazione cellulare o nell’attività antiossidante. Con la possibilità, dopo, di
prescrivere la dieta e gli integratori più adatti a contrastare queste tendenze”.
Matteo Clerici
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