Una guida al ticket: che cosa è e quando si paga

Una guida al ticket sanitario: cos’è, quando lo paga e chi lo paga, quanto si incassa in Toscana e come, negli anni, è cresciuta la spesa sanitaria.

Che cos’è il ticket – Il ticket è la somma che i cittadini pagano per effettuare presso un ospedale pubblico o una struttura privata convenzionata un esame diagnostico
(come un’analisi di laboratori! o, una risonanza magnetica o un elettrocardiogramma), o per fare una visita specialistica (ad esempio da un ortopedico, da un urologo o un ginecologo). Il
pagamento di un ticket può essere dovuto anche per visite e prestazioni effettuate dal pronto soccorso, qualora l’intervento non sia urgente. Non tutti i cittadini pagano comunque il
ticket: c’è chi è esentato.

A che cosa serve – Il ticket contribuisce a pagare una parte della spesa sanitaria. Nel 2006 le Aziende sanitarie toscane e le Aziende ospedaliero-universitarie hanno incassato con il
ticket circa 92 milioni e 500 mila euro: una somma pari all’1,6% del Fondo sanitario regionale (5 miliardi e 700 milioni di euro), che rappresenta la quasi totalità delle risorse a
disposizione della sanità in Toscana.

Quanto si incassa in Toscana – Anche negli anni precedenti le entrate hanno oscillato fra l’1,8% e l’1,6%.! La maggior parte proviene dai ticket sugli esami e le visite specialistiche.
Se si considerano però solo le entrate a disposizione delle strutture sanitarie per pagare gli esami e le visite specialistiche, il peso dei ticket diventa molto più
significativo. Nel 2006 infatti le entrate da ticket hanno rappresentato poco meno del 16% delle risorse utilizzate per le visite e gli esami specialistici. In sostanza con il ticket sugli
esami e le visite si è coperto più di un sesto del costo di queste prestazioni.

Se i ticket non ci fossero – Se si abolissero i ticket, occorrerebbe trovare una fonte alternativa per raccogliere queste risorse. Tanto per fare alcuni esempi, con la somma derivante
dal ticket si può pagare l’equivalente di 276.000 risonanze magnetiche del cervello o quattro milioni di radiografie al torace oppure 35 milioni di analisi delle urine. Chi è
contrario all’istituzione dei ticket ribatte che se ne potrebbe fare a meno eliminando gli sprechi e riorganizzando i servizi in modo da ottenere dei risparmi.

Perché si paga il ticket – Sia in Italia che all’estero, la ragione principale che viene portata a favore dell’utilizzo dei ticket per i servizi sanitari sta nella carenza delle
risorse finanziarie a disposizione, di fronte ad una spesa sanitaria in costante crescita e nell’esigenza di una maggiore responsabilizzazione dei cittadini. La maggior parte delle risorse
finanziarie utilizzate per pagare le spese per i servizi sanitari deriva dal prelievo fiscale, cioè dalle tasse. Quindi il cittadino “paga” già i servizi sanitari pubblici con le
tasse. Questo però non viene ritenuto sufficiente a coprire tutti i costi relativi ad un esame, una visita specialistica, un ricovero ospedaliero. Data l’insufficienza delle risorse
finanziarie a disposizione, si chiede di pagare una somma aggiuntiva a chi usa concretamente i servizi ed è nelle condizioni economiche di farlo.

La crescita della spesa sanitaria, in Italia e all’estero – Tra il 1995 e il 2005 in Italia la spesa sanitaria pubblica è quasi raddoppiata, passando da poco più di 48
miliardi di euro a quasi 93 miliardi di euro. In percentuali rispetto al Prodotto interno lordo (Pil), la spesa sanitaria pubblica è passata dal 5,2% al 6,8%. Non si tratta di cifre in
sé elevate: Francia e Germania, ad esempio, spendono di più per la sanità rispetto all’Italia, mentre la Gran Bretagna ha una spesa analoga a quella del nostro paese.
Queste cifre però diventano rilevanti per la presenza di un elevato debito pubblico per l’Italia, che influisce sulla possibilità di spesa da parte dello Stato e delle Regioni,
che fanno sempre più fatica a sostenere questi costi. Per quanto riguarda la Toscana, negli stessi 10 anni la spesa sanitaria corrente è passata da 3 miliardi e 143 milioni di
euro a 5 miliardi e 571 milioni di euro, con un aumento del 77% contro il 92% nazionale. Nel 2007 la spesa sanitaria si attesterà sui 6 miliardi.
C’è chi spiega la crescita della spesa sanitaria con il benessere diffuso e la maggiore attenzione alla salute, con l’aumento dei costi dovuto al progresso scientifico e tecnologico o
per l’invecchiamento della popolazione e la maggiore aspettativa di vita. C’è chi sottolinea anche un abuso, a volte, di prestazioni non sempre necessarie: il ticket, in questo senso,
laddove la prestazione non è più completamente gratuita, servirebbe a regolare l’accesso al servizio.

Come si applica il ticket in Toscana – Oggi in Toscana si pagano i ticket su esami e visite specialistiche effettuate presso un ambulatorio o ospedale (le analisi del sangue o delle
urine, un elettrocardiogramma, una TAC o una risonanza magnetica, una visita da un ginecologo, un cardiologo, un ortopedico, un otorinolaringoiatra)! e su interventi di pronto soccorso
giudicati assolutamente non urgenti (i cosiddetti “codici bianchi e azzurri”), laddove il ricorso al medico di base sarebbe stato più che sufficiente.
Dal 2001 in Toscana non esistono più i ticket sui farmaci. I ticket sui medicinali acquistati in farmacia infatti sono stati aboliti a livello nazionale alla fine del 2000 e in Toscana
non sono stati più reintrodotti, a differenza di altre Regioni (come Lombardia o Veneto)..
I ticket sugli esami e sulle visite specialistiche si pagano in tutta Italia. I ticket sul pronto soccorso esistono in 12 Regioni. Quelli sui farmaci esistono in 8 Regioni.

QQuanto si paga di ticket – Per un esame o una visita presso uno specialista si paga un ticket che cambia a seconda dell’esame o della visita richiesta, ma che non può superare i
36,15 ? per ogni ricetta con cui il medico di famiglia chiede che il paziente faccia un determinato esame o una visita. Con una ricetta si può chiedere fino ad ! otto prestazioni. Le
ricette dunque possono essere più di una e la somma complessiva da pagare per il ticket può aumentare ed essere superiore a 36,15 ?.
Per una visita, un esame o un intervento di pronto soccorso, per un bisogno giudicato né grave né urgente si pagano 25 ? per l’accesso e per una prima visita e per gli eventuali
esami di laboratorio ed altri 25? se c’è bisogno di fare altri esami, ad esempio una radiografia.

Gli esenti – La Regione Toscana ha adottato regole proprie, come hanno fatto del resto le altre Regioni. I criteri sono diversi, ma riguardano fondamentalmente l’età (non pagano
anziani e bambini), il reddito o la presenza di eventuali malattie gravi o croniche.
Nel 2006 sono state effettuate circa 58 milioni di prestazioni, fra visite, terapie ed esami specialistici; di queste poco meno di 40 milioni sono state esentate dal ticket, pari al 68% ! del
totale. Negli anni precedenti la percentuale di prestazioni di dia gnostica e specialistica ambulatoriale esentate era più meno analoga.

Non tutti pagano: nel 2006 persi più di 32 milioni – Per gli esami e le visite specialistiche il modulo per il pagamento del ticket viene rilasciato al momento della prenotazione.
I cittadini non esentati devono presentarsi all’esame o alla visita con la ricevuta del pagamento. Se si presentano senza la ricevuta, sono tenuti comunque a pagare entro i cinque giorni
successivi alla data dell’esame o della visita.
In realtà non tutti lo fanno. Nel 2006, esclusi i ticket per il pronto soccorso dove la difficoltà di riscossione è ancora maggiore, le strutture sanitarie pubbliche
avrebbero dovuto incassare 114 milioni di euro. Ne hanno incassati poco più di 92 milioni, compresi i ticket per il pronto soccorso. L’operazione di recupero è lenta, faticosa e
dispendiosa.

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Commento ( 1 )
  1. Michael
    13 Novembre 2015 at 3:19 pm

    Io penso Che il governo italiano si deve vergognare per il sistema sanitario attuale …
    Far pagare I ticket a gente che neanche lavora
    Cio’ vuol dire che se non hai I soldi per pagare sei destinato a morire…???
    Dovrebbe essere un diritto umanitario…
    Questa e’ roba da terzo mondo…!!!!
    Vergogna..!!!!
    Perche non possono adottare un sistema come il Canada per esempio….
    Poi se il sistema sanitario viene pagato tramite le tasse sul lavoro.. Quante volte bisogna pagare per la stessa cosa ..????

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