Una corazza cellulare contro l’AIDS

Una corazza cellulare contro l’AIDS

Rinforzare le cellule con un’armatura, in modo da impedire l’accesso al virus HIV ed evitare il contagio da AIDS.

Questa l’idea di una ricerca dell’Università dei Paesi Bassi, diretta da Felix Goni e pubblicata su “Chemistry e Biology”.

Gli studiosi iberici sono partiti dall’assunto che tutte le terapie anti HIV si basano sul tentativo di fermare la replicazione del virus una volta che esso ha fatto breccia nella cellula.
Allora, i ricercatori hanno scelto una strategia completamente diversa: bloccare il virus all’esterno.

Come spiega Goni, “Quando le membrane cellulari e quelle del virus vengono a contatto , il virus ha accesso attraverso una fessura” e questo avviene perché “Le membrane sono hanno un
certo grado di fluidità e mobilità”.

In risposta, gli studiosi hanno preso in esame GT11 (molecola recentemente sintetizzata), creando un’armatura in grado d’irrigidire le strutture cellulare, rendendo più difficile il
passaggio del virus (e quindi l’infezione).

In dettaglio, spiegano gli scienziati, GT11 blocca un enzima, la diidroceramide desaturasi, impedendo la trasformazione nei normali sfingolipidi presenti nella membrana cellulare dei
diidrosfingolipidi di partenza. Questi vengono allora incorporati nella membrana cellulare, rendendola rigida ed impervia per l’HIV.

La ricerca è iniziata circa 3 anni fa ed, attualmente, gli autori sono al lavoro per mettere in pratica i risultati, sviluppando nuovi farmaci.

Fonte: Catarina R. Vieira, Jose M. Munoz-Olaya, Jesús Sot, Sonia Jiménez-Baranda, Nuria Izquierdo-Useros, Jose Luis Abad, Beatriz Apellániz, Rafael Delgado, Javier
Martinez-Picado, Alicia Alonso et al., “Dihydrosphingomyelin Impairs HIV-1 Infection by Rigidifying Liquid-Ordered Membrane Domains”, Chemistry & Biology, Volume 17, Issue 7, 766-775, 30
July 2010, doi:10.1016/j.chembiol.2010.05.023

Matteo Clerici

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