Un weekend all'insegna dei sapori d'alta quota

Una vera e propria kermesse della tradizione culinaria di montagna, nata per rilanciare la cucina e i prodotti dell’intero arco alpino, italiano e non, è il Festival della Cucina di
Montagna, che alla prima edizione – svoltasi a Venzone, in Friuli Venezia Giulia, dal 18 al 20 aprile – ha gettato le basi per un futuro ricco di soddisfazioni.

La giuria, composta da giornalisti ed esperti enogastronomi, ha premiato l’istituto alberghiero «Bonaldo Stringher» di Udine, che si è classificato al primo posto. Il secondo
gradino del podio è toccato invece all’Ipssar Marchitelli, di Villa Santa Maria, provincia di Chieti. Al terzo posto l’istituto Prever di Pinerolo, provincia di Torino. Tra i premi
speciali assegnati dalla giuria di esperti rientrano l’istituto Linussio di Tolmezzo, nella categoria tradizionale, e di nuovo la scuola professionale Marchitelli per la ricetta più
innovativa.

La rassegna – ideata dal Club dei Sapori di Bologna e coordinata dall’Agenzia Turismo Friuli Venezia Giulia con il patrocinio del Ministero delle politiche agricole e forestali – ha messo al
centro della scena alcuni dei più importanti chef specializzati nella cucina legata alle antiche tradizioni delle regioni alpine, in collaborazione con le più qualificate scuole
alberghiere italiane ed europee in rappresentanza di diverse regioni e località delle Alpi e dell’Appennino. La manifestazione si è svolta in concomitanza con il concorso
nazionale degli istituti alberghieri, organizzata nell’Ipssar «Bonaldo Stringher» di Udine. Il campionato delle scuole ha visto la partecipazione di una quarantina di istituti di
tutta Italia, coinvolgendo circa 250 persone tra allievi e docenti. Proprio la collaborazione con l’Istituto Stringher ha permesso al festival di ospitare, nel corso delle premiazioni, un
dirigente nazionale del Ministero della pubblica istruzione, che ha auspicato una collaborazione anche con questo dicastero.
Ogni Regione e ogni nazione ha partecipato con un qualificato chef invitato che, assieme a una «brigata» formata da giovani allievi, ha interpretato alcuni piatti legati alla
tradizione regionale della «montagna» senza tralasciare anche la creatività degli chef che si sono potuti cimentare anche alcune proposte innovative, purchè legate ai
prodotti dei territori di provenienza. L’obiettivo è focalizzato sui vari modi di proporre molti piatti di grandi tradizioni e di qualità delle regioni montane – dai primi, ai
secondi, alla caccia, oggi meno valorizzata di un tempo.
Il concorso ha coinvolto una decina tra le più famose e qualificate Scuole Alberghiere in rappresentanza di tutto l’arco alpino italiano ed estero. Tra i centri di formazione aderenti
figurano quello di Chatillon per la Val d’Aosta, di Pinerolo per il Piemonte, di Chiavenna-Lombardia, di Recoaro Terme per il Veneto, di Casalecchio di Reno per l’Appennino emiliano, di Villa
S. Maria per l’Abruzzo. Tra i paesi stranieri erano presenti Klagenfurt per l’ Austria e Brno per la Repubblica Ceca.

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