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Un modello agroalimentare di qualità e libero da OGM

By Redazione

Sono stati 3 086 524 i voti raccolti, di cui 3 068 958 SI’ (99,43%) e 17 566 NO (0,57%), questo il verdetto dei cittadini, chiamati a decidere per un modello agroalimentare di qualità e
libero da Ogm, nella Consultazione nazionale promossa dal 15 settembre al 15 novembre dalla Coalizione «ItaliaEuropa – liberi da Ogm», un’esperienza di democrazia partecipata e di
ricoesione sociale assolutamente inedita nel nostro Paese, che ha coinvolto 32 organizzazioni e milioni di cittadini in oltre 2mila eventi in tutta Italia.

Da una prima analisi del voto, emerge la netta la prevalenza del Nord Italia, con il 52% dei voti, seguito da Centro (28%) e Sud (20%). Regioni con più votanti sono risultate l’Emilia
Romagna (18,68%) e la Lombardia (12,76%). Seguendo una distinzione per macro aree, più della metà dei voti sono arrivati da regioni con prevalenza di occupati nell’industria
(55%), seguite da quelle a prevalenza nel terziario (29%) e nell’agricoltura (16%). Le 5 regioni con il maggior numero di prodotti di qualità certificati (ovvero Emilia Romagna,
Lombardia, Veneto, Piemonte e Toscana) hanno espresso da sole il 49% dei voti.
Il 64% dei voti è stato invece raccolto nelle regioni Ogm-free, ovvero Valle D’Aosta, Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Marche, Umbria, Abruzzo, Campania, Basilicata, Puglia,
Sardegna.
Oltre 500mila i voti espressi attraverso il web (il 16,66% del totale), di cui 504.526 SI’ e 9676 NO, con una media di più 8200 voti al giorno. Su di essi è stato possibile
effettuare una prima analisi dei votanti, da cui emerge che il 63% è costituito da persone di età compresa tra i 26 e i 50 anni, seguiti dagli over 50 (27%) e dai giovani tra i 14
e i 26 anni (10%).

Significativa la partecipazione via sms, attivata il 24 ottobre. Su un totale di 5363 sms validi ricevuti, sono stati registrati 5174 Sì e 184 No.

Le iniziative organizzate nell’ambito della Consultazione sono state 2136, con una media di 40 eventi al giorno distribuiti su tutto il territorio nazionale. Fra questi, 16 eventi nazionali e
362 eventi permanenti. Si è trattato soprattutto di punti di raccolta voto (46%) e mercati di prodotti tipici (18%), seguiti da fiere (17%), convegni (10%), manifestazioni (6%) e mostre
(3%).
Dall’analisi della distribuzione per macro aree risulta che il Nord ha contribuito con il 42%, seguito dal Sud (32%) e dal Centro (26%).

Discreta la copertura mediatica, che è risultata ben distribuita tra i vari mezzi di informazione, con una prevalenza della carta stampata (53%) e del web (33%), seguiti equamente da tv
e radio (7%).

La Coalizione è riuscita ad organizzare una iniziativa così rilevante con una spesa totale molto contenuta, ovvero poco più di 500mila euro, con l’utilizzo di fondi di
natura esclusivamente privata.

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