Un lavoro più stabile fa bene anche al sistema sanitario Toscano

Firenze – Niente più lavoro precario nelle strutture del Servizio Sanitario della Toscana, a questo obiettivo mirano, in un arco triennale, le Linee di indirizzo sul lavoro a
termine per il personale del comparto e delle aree dirigenziali e la proposta di legge intitolata «Disposizioni per il personale delle aziende e degli enti del servizio sanitario
regionale con rapporto di lavoro a termine», licenziate a fine anno dalla giunta regionale su proposta dell’assessore per il diritto alla salute Enrico Rossi.

I provvedimenti (la delibera n.929 del 10 dicembre, la delibera 1024 del 27 dicembre e la proposta di legge n.22 del 10 dicembre, successivamente approvata in commissione consiliare) si
richiamano ad una delibera dell’aprile scorso che dettava misure di razionalizzazione della spesa, al contenuto della legge Finanziaria nazionale e sono stati preceduti da un confronto tra
Regione Toscana, rappresentanti delle strutture aziendali e delle organizzazioni sindacali del comparto e della dirigenza. Per quanto riguarda il comparto questo lavoro è approdato alla
sigla di un verbale di intesa il 14 novembre scorso, mentre l’accordo con i sindacati della dirigenza medica è stato raggiunto il 20 dicembre.
«Il percorso che abbiamo disegnato con questi provvedimenti – spiega l’assessore per il diritto alla salute Enrico Rossi – non ha niente a che vedere con una sanatoria o con una pioggia
di interventi ad personam. Il nostro punto di partenza sono le effettive funzioni a cui corrispondono i posti di lavoro. Se i posti attualmente coperti con contratti a termine corrispondono a
esigenze stabili delle Aziende, possiamo trasformarli e coprirli tramite concorso con contratti a tempo indeterminato. Con questo miriamo non solo a assicurare agli operatori un pieno
riconoscimento della loro professionalità e la possibilità di crescere e integrarsi pienamente nel sistema, ma anche, attraverso la valorizzazione della professionalità, a
elevare la qualità delle cure prestate ai cittadini. Naturalmente esiste una quota fisiologica di lavoro a termine anche nel campo sanitario, ad esempio le supplenze per
maternità, per lunghe malattie, per la stagionalità di alcuni servizi, ma le passate Finanziarie, con il blocco delle assunzioni, aveva provocato un ricorso anomalo e improprio a
questo tipo di contratti, che ora possiamo trasformare».

In questo momento (dati al 30 novembre del 2007) il personale con rapporto di lavoro a termine inquadrato nel Servizio sanitario regionale ammonta a 2314 persone, di cui 1395 dipendenti a tempo
determinato e 919 con altro contratto (collaborazioni coordinate e continuative, incarichi libero professionali e ex interinali). In totale il personale a tempo indeterminato ammonta a 49.459
persone, di cui 7590 dirigenti medici, 1540 altri dirigenti (veterinari, dirigenti di ruolo sanitario, tecnico, amministrativo) 19.885 infermieri, 20.475 di altro personale del comparto. Si
puo’ calcolare che, in termini complessivi, circa il 4,5% dei dipendenti del sistema ( 1 su 22) ha un contratto di lavoro a termine. Per quanto riguarda i medici la percentuale è
dell’8%, uno a 12.
L’effettiva trasformazione dei posti avverrà gradualmente, secondo un piano triennale che ogni Azienda dovrà preparare e senza costi aggiuntivi per il sistema, ossia senza uscire
dal limite degli obiettivi aziendali di equilibrio economico finanziario concordati annualmente con la Regione. Questo significa che le Aziende dovranno sostenere il costo di questa
«conversione» nell’ambito del budget assegnato. Facendo riferimento ai totali del personale, si stima che la differenza tra il costo di un dipendente a tempo indeterminato o
determinato (comunque inquadrato a norma di contratto nazionale di lavoro) e il costo di un dipendente a collaborazione o a incarico ammonti mediamente a 15.000 euro.

Sulla base della loro ricognizione le Aziende provvederanno a trasformare i posti coperti con personale dipendente a tempo determinato che rispondono ad esigenze stabili delle Aziende in posti
da coprire con dipendenti a tempo indeterminato.
Per il comparto in questo caso entra in scena la legge regionale che la giunta propone al consiglio e che prevede specifiche procedure di concorso. Per quanto riguarda le posizioni di lavoro
sempre relative al comparto coperte dalle collaborazioni coordinate e continuative o dagli incarichi professionali esse verranno trasformati in posti da coprire con personale dipendente, a
tempo indeterminato se si tratta di posti che rispondono ad esigenze aziendali stabili (tramite i concorsi pubblici ordinari), a tempo determinato se corrispondono a esigenze aziendali
temporanee (attraverso selezione riservata i cui criteri vengono stabiliti nella legge). Infine i posti di lavoro ex interinali verranno trasformati, quando rispondano a esigenze aziendali
stabili, in posti di lavoro a tempo indeterminato e coperti con normale concorso. Per quanto riguarda la dirigenza medica la copertura dei posti trasformati verrà effettuata sempre per
vie ordinarie, cioè tramite concorso e selezione pubblica.

Susanna Cressati

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