“UN FIORE PER L'AFRICA”dal 12 al 14 Ottobre sul Lago Maggiore

Al via da domani 12 Ottobre fino a domenica 14 a Palazzo Viani, lungolago Verbania Pallanza la mostra ‘UN FIORE PER L’AFRICA’, oltre 100 acquerelli del pittore biellese Giorgio Florio, per
sostenere la raccolta fondi a favore del VERBANIA CENTER – l’associazione no-profit promossa ben 27 anni fa dall’Onorevole Marco Zacchera, responsabile esteri AN .

“Il motto del VERBANIA CENTER ‘Kaba kuguna andu’ (E’ meglio fare del bene)” – spiega l’on. Zacchera – “riprende esattamente la scritta di un camion sul quale in condizioni di fortuna nel 1980
raggiungevo la periferia di Nairobi.

“Credo- afferma Zacchera- ” che al di là delle conferenze e dei bei discorsi costruire e realizzare cose concrete sia un dovere morale per tutti noi, ed io ho cercato di farlo dopo aver
toccato con mano l’estrema povertà in molte parti del Mondo”.
La mostra ‘UN FIORE PER L’AFRICA’ è dedicata al Monzambico ed al Darfur, di cui continuo a denunciare la drammatica situazione anche in seno allo stesso Consiglio d’Europa di Strasburgo.

“Gli sguardi pieni di paura e disperazione dei campi profughi più volte visitati in questi anni, sono impressi nella mia mente :arriva il cibo, arrivano le medicine.; ma quegli uomini e
quelle donne, a decine di migliaia sono stipati in campi che sono in mezzo al deserto, in mezzo al nulla. Alle cinque della sera, gli aiuti umanitari e gli assistenti vanno via, e c’è il
buio perché non esiste una luce, non esiste un fuoco”
Il VERBANIA CENTER – spiega Zacchera- è un’ associazione piccola ma concreta, funzionale, senza spese di viaggio, organizzative o di segreteria: in questi anni soprattutto grazie al
sostegno dei miei corregionali abbiamo dato vita ad oltre cento realizzazioni concrete (scuole, acquedotti, cooperative, dispensari ecc) in Africa, in America Latina, in molte nazioni del
mondo.e nell’Est Europeo prima dell’allargamento della UE.
La prima opera realizzata dal VERBANIA CENTER fu nel 1982: un acquedotto di 3,5 km in Kenya sul lago Turkana nel villaggio di pescatori (gli “Ol Molo”).

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