Ultime notizie sul vino italiano by OVSE – CEVES

Ultime notizie sul vino italiano by OVSE – CEVES

Ultime notizie sul vino italiano by OVSE – CEVES

 

Vino Italia. Progetto unitario e asset strategico, ma integrato. Un posto al sole nel Piano Ripresa Resilienza Next Generation EU

 

Non è costume di Ovse-Ceves @osservatorio.ovse.org dire : “l’avevamo detto e scritto in tempi non sospetti”. Eppure è così. Ecco alcune recentissime notizie che fanno dedurre quanto un unico forte progetto promozionale del vino italiano nel mondo non sia più procrastinabile. Di conseguenza il prossimo regolamento UE-Ocm Vino 2023-2027 (il biennio di passaggio non ha previsto cambi per il momento) deve considerare anche il mercato interno dei 27 paesi. Deve essere una azione-misura prioritaria nelle destinazioni per la promozione del vino, in termini conoscenza, informazione, formazione al consumo e del consumatore finale. In più una padina ad hoc deve essere destinata a UK, altrimenti ci possono essere dei problemi.

 

Promozione DO nel mondo. Solo un Piano Unico Nazionale può superare barriere neonate. Vedi Cina la prima.

Voci recenti che arrivano in Europa sia da sponde occidentali che orientali, purtroppo, avvalorano e confermano dubbi e paure che avevamo già evidenziato prima della pandemia e il Covid 19 non ha fatto altro che aggravare la situazione. Cominciano a sorgere alcuni buchi neri e qualche effetto finale ulteriore sia sulla distribuzione che sui prezzi finali, sia sulla certificazione dei prodotti alimentari in primis che sui trasporti. I dazi e superdazi sui prodotti Dop-Igp europei oltre Atlantico sembrano in parte accantonati temporaneamente e messi su “un tavolo più ampio” dal presidente Biden.

Un altro grave problema arriva dalla sponda asiatica del Pacifico. Un mercato interessante al punto che UE-Cina hanno chiuso un accordo sul reciproco riconoscimento e tutela di diversi prodotti alimentari di origine: 200 DO-IG in tutto. Dopo l’accordo, ecco spuntare l’obbligo di avere una rappresentanza “legale” fissa in Cina, con tutte le note regole di tracciabilità e di partecipazione ben note. Tutto inutile l’accordo UE-Cina? Questa richiesta impone costi, tempi, modi che esautorano l’accordo con la UE. E’ evidente che un controllo legale della promozione del singolo Consorzio di tutela vuol dire essere dipendenti della distribuzione e diffusione cinese. Il commercio dei prodotti DO-IG italiani troverebbero ancora barriere non più di tutela. Costi che scoraggiano la presenza sul mercato cinese.

Come Ovse avevamo segnalato questa eventualità perché la cultura giuridica ed economica cinese separa le azione di cooperazione da quelle di consumo e vendita sul proprio territorio: senza una “visione” cinese diretta difficilmente si ha possibilità di entrare in certi canali. La nascita dei Parchi Eccellenze Italia in alcune megalopoli cinesi serviva proprio per dare partecipazione legale in una società copartecipata, ma non sulla gestione dei singoli vini e cibi made in Italy. La proposta di Ovse-Ceves punta a stendere un “piano nazionale unico di promozione agro-alimentare eno-gastronomico con il cappello Italia”

 

HORECA è allo sbando. L’accoglienza e ospitalità sono un asset strategico del Piano Ripresa e Resilienza nazionale

Avevamo chiesto già alla ministra Bellanova (prima ancora a Centinaio) e recentemente con una lettera-appello aperta a Patuanelli (e anche ai ministri Garavaglia e Cingolani) di guardare al “®©mondo territoriale produttivo” nel suo insieme, nelle sue 6 facce naturali, come ad un asset da porre in prima fila nel PNRR perché non solo è espressione diretta e naturale di tutto il modello di transizione ecoambientale ma anche perché è fonte di attrazione e riconoscibilità nel mondo. Non è una causa perorata da un addetto ai lavori, ma perché sta nella realtà dei fatti storici contemporanei.

Un comparto che anti Covid faceva girare circa 250 miliardi di euro l’anno globale, pari al 12-14% del PIL nazionale e pari al 25-27% escludendo il valore della PA, non solo ha potenzialità da vendere, ma è motore di ripresa, è fattore principale di biodiversità. Occorre modificare alcuni fattori di produzione, agire in piena sostenibilità, eliminare certe attività che creano inquinanti. Ma per il resto è fonte e moltiplicatore di occupazione, necessita di cure idrogeologiche, abbisogna di digitalizzazione. Non si vive con gli “stop&go”, investimenti e nessun ricavo, bollette e tasse e nessun reddito. Senza un idea di futuro. Senza una speranza. Molte volte è più importante la serenità e la speranza che il soldo in se, fatta l’eccezione per i più deboli e vulnerabili.

 

Buone notizie dalla GDA per vino. Un inizio 2021 con nuove crescite di consumo. Bene anche in Enoteca

La ristorazione è sempre più in crisi, in Italia e nel mondo. Ma il mondo non rinuncia al vino. Abbiamo visto a fine anno 2020 il grande successo e crescita di volumi e fatturato nel settore online e e-commerce del vino con crescite anche del 100-150% rispetto all’anno precedente. Bene le vendite di vino nella Gda che ha fatto registrare un +5-6% di fatturato e volumi circa rispetto al 2019. I primi 2 mesi del 2021 c’è una diversa impostazione del mercato del vino. La ristorazione è sempre ferma e con le aperture solo diurne certi consumi sono quasi totalmente spariti, come aperitivi. Le piccole cantine che hanno puntato su horeca prossimale e vicinale cono in crisi forte con giacenze non da poco. Le enoteche che non fanno mescita hanno riaperto recuperando una fetta notevole degli affezionati clienti della ristorazione arrivando ad un incremento del 7-9%  (anche 11% in nord Italia) della vendita di vino in bottiglia soprattutto di etichette top-spender e premium. Da un sondaggio Ovse sono in gran parte gli appassionati del vino al ristorate che hanno optato per il consumo domestico. Ma in ogni caso il boom è nuovamente nella GDA con incrementi del 4-5% al mese a gennaio e febbraio 2021 (quasi 9% in due mesi rispetto al 2020 pre-Covid 19)  nella vendita di bottiglie. Molte le cantine che hanno chiesto di entrare in GDA e fino a prima Covid 19 un po’ snobbata. Eppure il prezzo medio della bottiglia di vino in GDA resta molto basso: vicino a 4-4,3 euro la bottiglia. A significare che i grandi volumi di vino venduti si fanno su bottiglie che costano da 1,9 a 3,5 euro al massimo. Anche questo è un segnale importante che merita una lettura e una proposta intelligente e interessante sul mercato nazionale soprattutto per le etichette premium.  Sono 360 milioni di euro il fatturato di 60 giorni nel 2021 nel solo comparto GDA compreso c&c, discount, metro.

Ebbene come Ovse abbiamo avuto delle felici sorprese sulla qualità dei vini in GDA a basso prezzo: le degustazioni hanno riscontrato un onesto e corretto rapporto di tante etichette in vendita a poco meno di 2,99 euro la bottiglia di diversi vini bianchi ( a marchio insegna o a marchio commerciale) soprattutto provenienti da Sicilia, Puglia, Toscana. Molto inferiore la qualità media generale dei vini rossi: o troppo morbidi o troppo acidi.

 

Giampietro Comolli
Newsfood.com
© Riproduzione Riservata

Giampietro Comolli

Giampietro Comolli
Economista Agronomo Enologo Giornalista
Libero Docente Distretti Produttivi-Turistici

Mob +393496575297

Editorialista Newsfood.com
Economia, Food&Beverage, Gusturismo
Curatore Rubrica Discovering in libertà
Curatore Rubrica Assaggi in libertà

 

 

 

Redazione Newsfood.com
Contatti

Leggi Anche
Scrivi un commento