UE: pizza napoletana, Coldiretti, metà pizze con ingredienti stranieri

UE: pizza napoletana, Coldiretti, metà pizze con ingredienti stranieri

Con la metà delle pizze preparate nelle 25mila pizzerie italiane che contengono ingredienti principali importati dall’estero, il rispetto dell’originalità degli ingredienti e del
loro legame con il territorio è una condizione determinante per la tutela della vera pizza napoletana tradizionale. E’ quanto afferma la Coldiretti nel riferire dell’avvenuta tutela
comunitaria per la pizza napoletana Sgt (Specialita’ tradizione garantita) da parte all’unanimità da parte del Comitato di gestione dell’Unione Europea, con la sola astensione della
Polonia.

 

La pizza napoletana STG avrà – sottolinea la Coldiretti – come caratteristica oltre agli imprescindibili pomodoro, mozzarella di bufala dop o mozzarella STG, olio extravergine d’oliva e
origano – un diametro non superiore ai 35 cm , il bordo rialzato (cornicione) tra 1 e 2 cm , e una consistenza insieme morbida, elastica e facilmente piegabile “a libretto”.

 

Si tratta di una prima forma di tutela di fronte al rischio concreto di trovarsi servito in pizzeria un prodotto preparato – sottolinea la Coldiretti – con cagliate provenienti dall’est Europa
invece della tradizionale mozzarella, pomodoro cinese invece di quello nostrano, olio di oliva tunisino e spagnolo e farina canadese o ucraina che sostituisce quella ottenuta dal grano
nazionale. In Italia sono stati importati  in un anno – spiega la Coldiretti – 500 milioni di chili di extravergine, 86 milioni di chili di cagliate per mozzarelle, 130 milioni di chili di
concentrato di pomodoro e 5 miliardi di chili di grano tenero.

 

Il rischio – sostiene la Coldiretti – è di perdere definitivamente lo storico legame con il territorio di provenienza della pizza che è nata a Napoli a metà del 1700 ed
eretta per sempre a vessillo tricolore, con il bianco della mozzarella , il rosso del pomodoro ed il verde del basilico , quando il pizzaiolo Raffaele Esposito dedicò la ” pizza
Margherita ” alla regina di casa Savoia nel 1889 . Oggi la pizza è la parola italiana piu’ conosciuta all’estero con l’8 per cento, seguita dal cappuccino (7 per cento), dagli spaghetti
(7 per cento) e dall’espresso (6 per cento), secondo un sondaggio on line della Societa’ Dante Alighieri.

 

In Italia ci sono 25mila pizzerie con 120 mila posti di lavoro e un fatturato di 5 miliardi di euro che è in crescita nonostante la crisi, come conferma – conclude la Coldiretti – una
recente ricerca Doxa secondo la quale quando si tratta di scegliere qualcosa di “gustoso”, per la pausa pranzo, il 29 per cento degli italiani predilige pasta, ma ben il 26 per cento pizza.

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