Ue, Cia: è urgente un rafforzamento della politica euro mediterranea
20 Febbraio 2009
Occorre rendere sempre più incisiva la cooperazione tra gli stati del Mediterraneo in modo da garantire un reale rafforzamento economico e commerciale dell’area. E’
un’esigenza fondamentale per ridurre il crescente divario economico e sociale tra la sponda Nord e la sponda Sud (elemento che, purtroppo, ha portato alla definizione di un
sostanziale fallimento del Processo di Barcellona). Ed è questo lo spirito che anima il voto odierno del Parlamento europeo, in seduta plenaria, che sollecita una politica nuova
euromediterranea che la Cia-Confederazione italiana agricoltori condivide e chiede, quindi, un preciso impegno per assicurare una crescita solida ed equilibrata.
L’Assemblea di Strasburgo -ricorda la Cia- ha approvato a larghissima maggioranza la relazione di Pasqualina Napoletano (Pse) nella quale si sottolinea l’importanza che
l’intera politica euromediterranea venga rinnovata profondamente, rafforzando la dimensione politica e il co-sviluppo.
L’Unione per il Mediterraneo, che la Conferenza di Marsiglia del novembre scorso ha inserito all’interno del percorso tracciato dal processo di Barcellona e non in
alternativa ad esso, è stato dalla Cia accolto positivamente, perché ha contribuito a rilanciare in chiave operativa e progettuale l’ambizioso tentativo di
integrazione e sviluppo nell’area del Mediterraneo.
D’altra parte, la Cia è consapevole delle difficoltà in corso per la realizzazione dell’Unione, aggravate dalle conseguenze politiche del recente conflitto di
Gaza, ma è imprescindibile, per raggiungere gli obiettivi di pace e sviluppo, che si dia seguito al progetto di Unione per il Mediterraneo.
Allo stesso modo -afferma la Cia- è fondamentale che l’agricoltura, settore di primaria importanza sotto il profilo economico, sociale, occupazionale ed ambientale
dell’area mediterranea, venga pienamente inserito tra gli obiettivi dell’Unione e tra i progetti strategici finanziabili nell’ambito dell’Unione stessa.
Attualmente, non si avverte -sottolinea la Cia- nei fautori dell’Unione per il Mediterraneo una valutazione strategica dell’agricoltura. Al contrario, si ritiene che solo
attraverso il difficile percorso verso l’integrazione e la complementarietà delle produzioni e degli scambi agricoli, nella prospettiva di una progressiva liberalizzazione
del commercio all’interno dell’area mediterranea, possa essere individuato il percorso vincente per tutti i paesi membri.
La realizzazione di un’area di pace, stabilità e prosperità deve necessariamente includere -rileva la Cia- la garanzia della sicurezza alimentare delle crescenti
popolazioni mediterranee, attraverso il rafforzamento della capacità produttiva agricola, l’aumento della disponibilità idrica, la disponibilità di terreni
per la coltivazione, l’accesso al credito per gli agricoltori.
La Cia, infine, ritiene indispensabile che l’Italia svolga un ruolo più attivo nel sostenere e rafforzare le politiche per il Mediterraneo, anche in considerazione della
centralità strategica delle produzioni tipiche mediterranee nella nostra agricoltura.




