TV, Codacons: Monica Setta “straparla” per tornare ad annoiarci con i peana pro-Berlusconi

La simpaticissima conduttrice (ex) dello spazio di approfondimento politico all’interno di “Domenica In”, Monica Setta, irritata per il fatto che centinaia di segnalazioni giunte
all’Osservatorio sulla qualità dei programmi TV del Codacons abbiano approvato la sua esclusione dal contenitore domenicale della Rai, ha “preso d’aceto” e ha pensato bene di attaccare
il Codacons – sull’agenzia di stampa IL VELINO –  per la mancata attivazione da parte dell’associazione di battaglie contro i super cachet delle star della Rai.

Ci spiace che la Setta si sia risentita ma la sua “uscita” improvvida sul Codacons dimostra che i teleutenti hanno giudicato in modo sacrosanto e giusto la sua esclusione. Infatti Monica Setta,
con le sue affermazioni, dimostra di non seguire non tanto la politica – dove forse prende veline dai suoi sponsor – ma nemmeno la cronaca. Se così non fosse, non le sarebbero certo
sfuggite le tante denunce del Codacons relative ai compensi elargiti dalla Rai.

Basti pensare al caso mediatico e giudiziario sollevato dall’associazione solo pochi mesi fa in occasione del Festival di Sanremo, per i compensi percepiti da Roberto Benigni e Paolo Bonolis. E
sempre in tema di Festival, come ha potuto la Setta dimenticare i ricorsi e controricorsi al Tar del Lazio, nel 2007, per i cachet elargiti dalla Rai a Pippo Baudo e Michelle Hunziker?

E ancora, possibile che la Setta non sappia delle denunce del Codacons alla magistratura e alla Corte dei Conti legate ai flop di alcune trasmissioni televisive di Rai2, costate molto e chiuse
in anticipo proprio per gli ascolti deludenti? C’è poi la nota battaglia dell’associazione contro la prassi Rai di appaltare a società esterne programmi che potrebbe
tranquillamente produrre in proprio riducendo i costi.

Le sarebbe bastato mettere “Rai” come parola chiave nel motore di ricerca del nostro sito, e avrebbe trovato decine e decine di comunicati e articoli sulla questione Rai!!

La Setta – prosegue l’associazione – sa benissimo che è stato il presidente Carlo Rienzi a rifiutare di presenziare al suo spazio, mandando invece due rappresentanti, e ha rifiutato il
contratto che lei gli proponeva di 1.500 euro a presenza nella sua trasmissione. Solo quando la Setta ha fatto mobilitare tutte le sedi dell’associazione per trovare ospiti e personaggi per
trattare il tema della crisi economica, compreso il presidente dell’Antitrust Catricalà, allora il Codacons ha giustamente preteso che del lavoro svolto per la RAI si desse
riconoscimento.

Quanto al fatto che l’associazione abbia dato spazio alle critiche dei teleutenti su di lei per “invidia” o rabbia da mancata presenza, ricordiamo alla Setta che il Codacons è stato
l’anno passato ospite quasi fisso a “Buona Domenica”(Canale 5) e ciò non ha impedito di dare notizia che alla votazione annuale dei teleutenti, quella trasmissione era risultata tra le
peggiori della TV italiana.

Forse la Setta è adusa ad associazioni che danno giudizi positivi alle trasmissioni cui partecipano, anche se sono “schifezze” come il suo spazio, e negativi a quelle da cui sono
escluse. Il Codacons non fa questo: giudica secondo quel che giudica la gente e da spazio all’opinione dei teleutenti e se viene ingiustamente escluso da una trasmissione, non chiede
pietosamente di esservi ammesso come fanno le altre associazioni, ma agisce dinanzi ai Tribunali e all’Autorità delle TLC per il rispetto dei principi di pluralismo sociale e associativo
stabiliti per il servizio pubblico dalle delibere della Commissione di Vigilanza. Così ha fatto negli anni passati per Porta a Porta, Mi manda Rai Tre, e oggi anche per Domenica in e
altre.

Auguriamo comunque alla Setta, che resta una simpatica persona, solo incapace di ribellarsi alle censure dei suoi capi e alle simpatie per il Palazzo, di trovare una giusta collocazione nella
RAI o altrove in una trasmissione confacente alle sue capacità che sono sicuramente notevoli, ma non negli approfondimenti politici o sociali che farà meglio a lasciare ad altri.

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