“Tutela e valorizzazione del tartufo bergamasco”
4 Marzo 2008
Bergamo – L’Associazione Ricercatori e Tartuficoltori Orobici (ARTO), nel luglio del 2007, si è resa promotrice di un’iniziativa di grande pregio con l’intento
d’incentivare la coltivazione dei tartufi e, in particolare, di tutelare e valorizzare le produzioni e la qualità del tartufo bergamasco.
L’Associazione, con il patrocinio della Provincia di Bergamo- Settore Agricoltura, ha lanciato un Progetto di incentivazione alla tartuficoltura mediante la messa a dimora di piante
micorizzate. Le piante sono accompagnate da certificazione (sia per quanto concerne la micorizzazione delle piante che per gli esami organolettici dei terreni) rilasciata da un esperto micologo
e offerte ai coltivatori interessati. Nella Bergamasca la coltivazione del tartufo con piante micorizzate (la micorizza è uno strato di filamenti che si sviluppa intorno alle radici
dell’albero, che consentono la simbiosi fra pianta e tartufo) è iniziata nel 1988.
«Fino a qualche anno fa, in provincia di Bergamo – spiega l’assessore Luigi Pisoni – si raccoglievano circa 700 kg di tartufi neri. Gli anni siccitosi e la
raccolta indiscriminata da parte di dilettanti inesperti hanno rovinato le tartufaie e la raccolta è scesa a circa 300 kg di tartufi neri e pochi kg di tartufi bianchi. Ecco
perché – conclude Pisoni – si è avvertita l’esigenza di promuovere una corretta informazione riguardo alla tartuficoltura e di incentivare la
realizzazione di impianti micorizzati».
Il progetto ha portato per ora alla creazione di 5 nuovi impianti e di 10 mini-impianti, sparsi su tutto il territorio provinciale, per un totale di circa 1.000 piante messe a dimora.
L’A.R.T.O. organizza anche una serie di corsi specializzati, riservati a tartufai e tartuficoltori, per la buona e corretta gestione dei tartufi e degli impianti di riferimento.
«Il comparto della tartuficoltura – dichiara l’assessore provinciale all’Agricoltura Luigi Pisoni – può essere attualmente una risorsa importante del
settore primario. L’alto valore gastronomico e commerciale dei tartufi può contribuire alla realizzazione di una nuova attività quale integrazione di reddito o nuovo lavoro. Dal
punto di vista del rispetto dell’ambiente naturale mi preme sottolineare la propensione di tartuficoltori e raccoglitori verso la cura dello stesso e verso la cinofilia, testimonianza del
contributo di questo settore alla salvaguardia degli aspetti ecologici e faunistici del nostro territorio».
«I nostri corsi – dichiara il Presidente dell’A.R.T.O. Andrea Bonucci – sono completamente gratuiti e si rivolgono sia ai tartufai che e ai tartuficoltori.
Il prossimo corso si svolgerà nelle serate di lunedì 10, martedì 11 e lunedì 17 marzo a Mariano di Dalmine presso la sede dell’Associazione».




