Trieste: Si estende ad altri settori l'uso del voucher come “buono-lavoro”
10 Dicembre 2008
Trieste – Dopo il successo della sperimentazione del lavoro accessorio a supporto della recente vendemmia, con quasi 53 mila voucher venduti in Friuli Venezia Giulia, e quindi
con il raggiungimento dell’obiettivo di far emergere il lavoro sommerso, l’esperienza dei “buoni-lavoro” si estende ora ad altre attività agricole e ai settori del commercio, del
turismo e dei servizi.
Lo hanno annunciato a Trieste l’assessore regionale al Lavoro, Alessia Rosolen, il direttore dell’Inps Friuli Venezia Giulia, Fabio Vitale, e Fabrizio Vigini, della direzione regionale
Inail.
Anche grazie proprio al positivo esito della sperimentazione attuata in Friuli Venezia Giulia, infatti, il Governo nazionale ha inteso ampliare la gamma delle prestazioni che si possono
intendere come attività lavorative occasionali. E così i voucher potranno essere acquistati per garantire, ad esempio, il personale necessario allo svolgimento di
manifestazioni sportive, culturali o caritatevoli; per lavori di giardinaggio, per interventi di manutenzione di edifici, strade, parchi e monumenti, per la consegna porta a porta della
stampa quotidiana e periodica. Non solo.
Si allarga anche il numero di persone potenzialmente coinvolte, dando agli studenti, con meno di 25 anni di età e regolarmente iscritti ad un corso universitario o a un istituto
scolastico, la possibilità di lavorare, ad esempio in un negozio o in un bar o ristorante nei periodi di vacanza e, quindi, a Natale, Pasqua o durante l’estate.
Per l’assessore Rosolen si tratta di una risposta importante, facile e veloce, ad una serie di esigenze. Con il vantaggio della completa tutela, previdenziale ed assicurativa, sia del
lavoratore che di chi il lavoro lo offre.
I “buoni-lavoro” valgono 10 euro ciascuno e comprendono infatti sia una quota riservata all’Inps, per la copertura previdenziale, che una percentuale che va all’Inail, a garanzia in
caso di infortuni.
Sotto il profilo tecnico le procedure di emissione dei buoni-lavoro per le nuove tipologie occupazionali sono rimaste (quasi) invariate rispetto a quelle adottate per la vendemmia. I
voucher infatti sono cartacei, e quindi acquistabili dal datore di lavoro presso l’INPS (ma non più negli uffici postali), oppure telematici. E in questo caso è necessaria
una preventiva registrazione sul sito w.inps.it.
Nell’auspicare che la novità rappresentata da questa tipologia innovativa di rapporto di lavoro risulti gradita e quindi vada incontro ad una massiccia diffusione, è stato
anche annunciato che è già allo studio l’ipotesi di una sua estensione al settore dei lavori domestici e dei servizi alla famiglia, dove oggi prevale il sommerso, pur nel
rispetto del limite annuo di fatturato di 5 mila euro, previsto dalla cosiddetta Legge Biagi sul lavoro temporaneo.
Il direttore Vitale ha detto in proposito che è stato istituito un tavolo tecnico a livello governativo di cui fanno parte esperti del ministero del Lavoro, dell’Inps e
dell’Inail con l’obiettivo di individuare una soluzione positiva anche a questo aspetto.




