Sicurezza degli edifici scolatici, l’ADUC chiede le dimissioni della Gelmini

 

Firenze – Dopo i tragici fatti di Torino e la diffusa querelle politica/partitica di maggioranza e opposizione, con le lacrime di rito da parte delle istituzioni a vari livelli,
a nostro avviso c’è poco da temporeggiare e fare speculazioni piu’ o meno politiche. Prendiamo atto che occorre intervenire con urgenza e che noi non ci scandalizzeremmo se
questo comportasse anche la chiusura di alcuni istituti per inagibilità conclamata degli stessi (meglio studenti vivi a casa, che in pericolo di vita a scuola).

Una cosa pero’ e’ importante, perche’ gli interventi siano credibili: le dimissioni dell’attuale ministro della Pubblica istruzione. Stiamo parlando di un responsabile
politico-esecutivo che, a fronte di studi che da anni lanciano l’allarme sui pericoli di strutture non a norma quasi ovunque in Italia, invece di occuparsi della questione ha preferito
indirizzare le proprie riforme sulla reintroduzione dell’obbligo dei grembiulini e sulla imprescindibilita’ del voto in condotta. Questioni decisamente amene e che avrebbero meritato,
al di la’ della condivisione o meno, ben altra priorita’.. che il dramma di Torino ha portato pesantemente alla ribalta e di cui il nostro ministro comincia a parlarne solo ora.

Si potrebbe dire che anche il presidente del Consiglio dei ministri, Silvio Berlusconi, recentemente, ha parlato solo di questi come fossero gli unici problemi che affliggono la nostra
scuola, ma siccome abbiamo a cuore la soluzione dei problemi e non la lotta partitica, ci rendiamo conto che chiedere le dimissioni del capo del Governo sarebbe inutile e dannoso, anche
perchè e’ stato voluto (a differenza della Gelmini) dalla maggioranza degli italiani ed e’ bene che dimostri nel tempo legislativo che ha a disposizione ciò che e’ in
grado di fare.

Perciò, proprio in virtu’ di questo impegno che il capo del Governo ha con gli italiani, lo invitiamo a rendere credibile, con il cambio dell’attuale ministro, qualunque nuova
azione intenda fare per non far male fisicamente agli studenti oltre quanto questi ultimi gia’ si fanno per come si rapportano alla scuola.

 

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