Trieste: Menosso – “L'eliminazione delle quote rosa non può che avere effetti ancora più negativi sulla futura presenza femminile nel nostro Consiglio

Trieste – La cancellazione delle quote rosa in Consiglio e in Giunta regionale, provvedimento inserito nel testo di legge del PdL, è lo spunto per il commento della
vicepresidente del Consiglio regionale Annamaria Menosso.

“Sorprendono le parole di Antonio Pedicini, primo firmatario del provvedimento, scrive la consigliera regionale del PD, quando sostiene che questa riforma è necessaria per
allineare la materia elettorale regionale a quella dei Paesi europei (e si presuppone intenda i più avanzati dal punto di vista dello sviluppo della democrazia). La sorpresa
consiste nel fatto che, a livello europeo e nazionale, il problema della rappresentanza femminile nelle istituzioni ha prodotto una quantità enorme di impegni attraverso
direttive, dichiarazioni e raccomandazioni con l’evidente risultato di dimostrare che si tratta di una questione reale concernente l’applicazione del sistema di rappresentanza
democratico e il suo effettivo esercizio.

“Conviene ricordare, infatti, che le candidate donne alle elezioni del 2008 raggiungevano il 10-15% del totale e che ai vertici dei partiti non ci sono né segretari donne
né presenze femminili così forti da far pensare a un effettivo cambiamento nel futuro prossimo. Ciò dovrebbe indurre a una riflessione seria chi si pone l’obiettivo
di riformare una legge elettorale.

“A questa situazione di subalternità nei luoghi decisionali della politica si aggiunge poi la condizione sociale che non è costruita nel nostro Paese per favorire la
partecipazione alla politica da parte delle donne: basta pensare alla quota di spesa pubblica per i servizi, quanto mai bassa se confrontata con altri Paesi europei ai quali ci si vuole
allineare in tema di crescita e di sviluppo sociale e culturale.

“Questo è il quadro e, naturalmente, sono sicura che i colleghi del centrodestra lo conoscono bene. Nonostante ciò, la riforma vuole cancellare proprio quelle norme che
nell’attuale legge elettorale abbiamo potuto mettere in campo, in accordo con il dettato costituzionale, per favorire la presenza femminile nelle istituzioni, ovvero le quote rosa in
Giunta e il bonus per i gruppi capaci di eleggere più donne. Una misura monetaria che può apparire macchiavellica ma che induce i vertici dei partiti a prendere seriamente
in considerazione la cosa.

“La cancellazione delle quote rosa, annota ancora la Menosso, se viene poi collegata all’eliminazione del limite dei mandati per assessori e consiglieri contribuendo a mantenere
l’attuale assetto, non può che avere effetti ancora più negativi sulla futura presenza femminile nel nostro Consiglio regionale che ora vede la presenza di sole due donne.

A questo proposito vorrei, infine, sollecitare gli assessori donne a opporsi a questa misura che ha contribuito alla loro presenza in Giunta. Abbiamo appurato, dopo anni di impegno, di
rivendicazioni, di discussioni che, purtroppo, il solo riconoscimento della capacità delle donne al pari dei colleghi maschi di esercitare ruoli istituzionali e l’impegno
verbale, seppur ricco di elogi, non sono sufficienti. Servono misure specifiche perché la situazione in cui ci troviamo non si avvicina neppure un po’ a quella di Paesi come la
Germania o la Francia. Le speranze che il gap inizi a essere recuperato con semplici dichiarazioni di intenti, conclude, sono davvero minime”.

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