Trieste: Corecom, sondaggio in FVG 83% felice per scomparsa confine

By Redazione

 

Trieste – La scomparsa del confine in un territorio segnato drammaticamente da due guerre mondiali e dalla cortina di ferro è storia. Per questo il Corecom regionale – da tempo
impegnato nella comunicazione transfrontaliera – ha promosso un progetto di arte pubblica e relazionale intitolato “Microstorie affollano il confine” conclusosi con un convegno che ha
voluto raccogliere e mettere a confronto testimonianze e memorie di quel periodo. Il progetto, poi, si è arricchito di un’indagine che ha cercato di capire come percepiscano e
vivano la nuova realtà, frutto della comune adesione all’Unione europea, i cittadini italiani e sloveni che sono nati e vissuti con il confine dentro.

L’indagine, realizzata dalla SWG di Trieste, ha interessato  complessivamente 1000 persone delle province di Trieste, Gorizia, Nova Gorica e Capodistria, e ha messo in evidenza
risultati interessanti non solo sul piano della comunicazione transfrontaliera, ma anche culturale, economico e politico. E il primo dato rilevante è che la soddisfazione per la
fine dei controlli al confine è forte e quasi unanime, con punte altissime in Slovenia (si arriva al 93%) mentre è dell’83% in Friuli Venezia Giulia. E sono più
contenti dell’addio alla cortina di ferro i triestini (86%) che non i goriziani (77%).

In realtà, il passaggio al di qua e al di là dell’ex confine è aumentato in modo relativamente limitato (attorno al 20-22%, con punte maggiori tra Gorizia e Nova
Gorica) e questo significa che l’interscambio era già prima molto forte. Gli abitanti del Friuli Venezia Giulia coinvolti dalla ricerca si recano in Slovenia soprattutto per
motivi di svago e vacanza, per acquisti, per fare il pieno di benzina, per andare al ristorante. Gli sloveni, invece, vengono in regione soprattutto per acquisti non alimentari, per
fare visita a parenti e amici, e anche per svago, vacanza e lavoro.

Per quanto riguarda le affinità culturali, è interessante notare che gli italiani – forse memori dell’antica appartenenza mitteleuropea – si sentono più vicini agli
sloveni (44%). Gli sloveni, invece, sulla stessa domanda si dichiarano culturalmente più lontani dai loro vicini italiani (la somma di chi risponde poco e per niente arriva al
60%).

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