Trento: Il Trentino Alto Adige e l'Antinazismo

 

Interverranno anche il Presidente della Regione Lorenzo Dellai, l’Assessore regionale Francesco Comina e lo storico Leopold Steurer.

Il 27 gennaio si celebra, come ogni anno, la Giornata della Memoria, che ricorda l’abbattimento del campo di Auschwitz e la scoperta degli orrori nazisti. In regione sono molti gli
appuntamenti che ricordano le memorie dei sopravvissuti e quelle dei sommersi.

Anche in Trentino-Alto Adige la furia nazista provocò morte e distruzione. Le SS operarono migliaia di rastrellamenti e molti trentini e altoatesini finirono nei campi di
concentramento. A Bolzano il lager di via Resia vide transitare i deportati, in modo particolare oppositori politici al nazismo, che venivano poi destinati ai campi di sterminio del
Reich. Ma anche in quel campo ci furono stragi orribili e torture inenarrabili. La voce dei testimoni diretti di quegli eventi è, oggi, di straordinaria importanza. Sia in
Trentino che in Alto Adige vivono, infatti, ancora uomini e donne che hanno visto e che anno dovuto subire angherie di ogni sorta. Sono i preziosi testimoni della memoria che le
istituzioni democratiche devono onorare e celebrare come eroi della resistenza e sentinelle della pace e della riconciliazione, affinché le tragedie del nazismo e della guerra
non si ripetano mai più.

Nell’ambito della settimana che introduce la riflessione sulla Giornata della Memoria, il Vicepresidente della Regione, Francesco Comina, ha invitato tre testimoni della resistenza
nazista che vivono nella nostra terra ad incontrarsi per la prima volta ed a raccontare la loro storia di oppositori a Hitler. I tre protagonisti sono: Franz Thaler, un semplice
contadino di Sarentino in Alto Adige che nel 1944 sarebbe dovuto partire per la guerra, ma decise di non obbedire alla chiamata alle armi e fuggì. Dopo alcuni mesi fu costretto a
consegnarsi ai nazisti per evitare ritorsioni nei confronti dei genitori. Da quel momento ebbe inizio la sua via crucis che attraverso varie prigioni lo condusse all’internamento nel
campo di concentramento di Dachau.

Tornò a casa nell’agosto 1945, ventenne, fisicamente e psicologicamente distrutto. La sua vicenda, raccontata nel libro “Dimenticare ma” (Raetzia edizioni) comincia ad essere
conosciuta anche all’estero; Renato Ballardini, avvocato, vive a Riva del Garda. Entrato giovanissimo nella Resistenza, sfuggì per caso alla strage nazista del 28 giugno 1944
nella quale morirono molti suoi compagni. Militante del Psi e poi del Pci e del Pds, è stato consigliere regionale del Trentino-AltoAdige, deputato e presidente della Commissione
affari costituzionali della Camera e parlamentare europeo.

Ha raccontato la sua storia autobiografica nel libro “l guizzi di un pesciolino rosso. Ricordi di vita e di politica” (il Margine); Franz Breitenberger nel 1944, insieme ad altri undici
amici della Val d’Ultimo, decise di fare atto di diserzione dalle SS e per evitare la fucilazione trovò rifugio in Val di Rabbi dove fu aiutato da conoscenti ed in modo
particolare del maresciallo dei carabinieri locale, Artemio Palaia, che depistò più volte i nazisti e risparmiò la vita dei giovani. Alla fine della guerra questi
altoatesini firmarono un documento in cui veniva confermata l’azione antinazista esercitata dal maresciallo che così venne a sua volta protetto dall’azione investigativa per fare
luce sui crimini nazisti.

La vicenda di Breitenberger e degli altri disertori è una vicenda quasi sconosciuta dalla storiografia regionale. Ne parlerà durante l’incontro lo storico altoatesino
Leopold Steurer autore delle pagine più significative di storia dell’antinazismo in Alto Adige.

L’appuntamento è in programma

lunedì 19 gennaio
alle ore 10.30
nella Sala Rosa della Regione
in Piazza Dante a Trento

All’incontro interverranno anche il Presidente della Regione Lorenzo Dellai ed il Vicepresidente Francesco Comina.

 

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