Trasmettere la grappa come eccellenza “made in Italy”

Trasmettere la grappa come eccellenza “made in Italy”

“È importante trasmettere il valore della marca, soprattutto in un momento di crisi come questo. La grappa ha bisogno di trasmettere un insieme di valori unici, dando  una immagine
del prodotto persuasiva, forte e chiara”. Queste le parole del Presidente dell’Istituto Nazionale Grappa Cesare Mazzetti durante l’incontro “Lo spirito del marketing e della
comunicazione in tempi di crisi e di nuove normative” tenutosi questa mattina durante la terza ed ultima giornata di SpiriTs & Co, il nuovo evento di Fiera Trieste interamente
dedicato alla grappa e ai distillati italiani ed esteri per favorire i contatti commerciali e far conoscere al pubblico la cultura del bere di qualità.  

“Dopo un ventennio di splendore, dal 2005 i consumi della grappa sono nettamente diminuiti – continua Mazzetti – “La grappa si è “cristallizzata” in una serie di percezioni non
chiare del consumatore, che necessitano di essere migliorate. Serve dunque un impegno forte dei produttori in primis per trasmettere il messaggio corretto ai consumatori, anche e soprattutto a
quelli esteri”.

“Stiamo parlando di un prodotto di qualità, che si fregia dell’Indicazione Geografica, e deve essere comunicato e protetto, sviluppando direttive coerenti e efficaci. La grappa non
può essere un prodotto “contemporaneo” in quanto bene di consumo antico e tradizionale; questo rende più difficile creare una comunicazione adatta ai mercati attuali, senza privare
il prodotto dei suoi valori. Bisogna trovare un sistema di comunicazione dei valori della grappa coerente, che trasmetta il valore di un consumo consapevole, affiancato ad uno stile di vita
positivo e piacevole. Inoltre occorre focalizzarsi sulla valorizzazione dei consumi all’estero, che oggi rappresentano una frazione quasi insignificante delle vendite, e che debbono essere
incrementati”.

A confermare le parole di Mazzetti i dati di mercato che evidenziano come il comparto del distillato di bandiera abbia subito una flessione negli ultimi anni, sia dal punto di vista delle vendite
(da oltre 10, 5 mln di litri nel gennaio 2006 a poco più di 9,5 mln a dicembre 2008, pari a un -9,3%) e del valore economico (da 115,5 mln € a dicembre 2006 a poco più di
112 mln € a dicembre 2008).

Conclude Mazzetti: “Esistono inquadramenti legislativi precisi per la produzione, noi dell’Istituto Nazionale Grappa stiamo provvedendo a preparare schede tecniche che garantiscano
omogeneità ed elevata qualità al prodotto. Sono in corso dure lotte per le normative, tra le quali quella riguardante l’imbottigliamento, che riteniamo debba essere
obbligatoriamente  effettuato a livello locale e trasmesso come valore di prodotto, come stretto legame alla zona d’origine”.

Ad intervenire, oltre a Mazzetti, numerosi esperti e professionisti del settore dei distillati, come il prof. Gabriele Qualizza, Brandforum.it, esperto di comunicazione di marca,
docente a contratto dell’Area Marketing e Comunicazione d’Impresa dell’Università di Trieste, Roberto Castagner, Distilleria Castagner “Innovare la grappa”, Antonio Motteran,
Direttore Generale di Carpenè Malvolti, Lisa Tosolini, Distilleria Bepi Tosolini, Gianluca Franzoni, alias Mack Domori, fondatore e presidente DOMORI s.r.l. e Tomaz Kavcic,
Ristoratore di Castello di Zemono, leader dei Jeunes Restaurateurs d’Europe Slovenia.

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