Tra storia e natura: Lison Pramaggiore, territorio da scoprire
21 Aprile 2008
Non tutti sanno che, nel cuore della provincia orientale di Venezia, si snoda uno degli itinerari enogastronomici più affascinanti del Veneto: la Strada Vini doc Lison Pramaggiore, a
pochi chilometri dalla Serenissima e dalle località baneari di Bibione e Caorle, si trova infatti il territorio noto all’epoca della Repubblica Serenissima come terra dei «Vini dei
Dogi», ancor prima scelto dai Romani per la produzione enologica.
Oggi questo comprensorio è attraversato dalla Strada dei Vini Doc Lison Pramaggiore, un percorso ricco di sorprese: dagli itinerari alla scoperta delle testimonianze storiche della vite,
che risalgono a più di 2500 anni, a quelli enogastronomici fino alle escursioni alla ricerca dei paesaggi dove la natura è ancora protagonista assoluta.
Un’area tanto affascinante e ricca di storia che, per la prima volta, è divenuta oggetto dello studio che ha visto la collaborazione fra la Soprintendenza ai Beni Archeologici del
Veneto, il Dipartimento di Scienze dell’Antichità dell’Università di Padova e l’Istituto Sperimentale per la Viticoltura di Conegliano. Frutto di questa collaborazione è il
volume «Dalla Vite al Vino», studio completo sul vino e sulla sua cultura nell’area della Venezia Orientale.
Grazie alla sua posizione strategica tra le Alpi e l’Adriatico infatti, la storia dell’uomo in quest’area ha origini antichissime. Già abitata nella preistoria, dopo i Veneti furono i
Romani a costruire castra e strade consolari, prima fra tutte la Via Annia, che collegava il delta del Po ad Aquileia. La Via Annia rappresentava la principale via di comunicazione e commercio
tra l’Urbe e l’Est e anche in epoca medievale fino alla Serenissima Repubblica, questa via rese il territorio crocevia di genti e di traffici con l’Oriente. Lungo la Via Annia si trovano ancor
oggi numerose testimonianze del passato: resti di ville romane, basiliche, abbazie ricordano al visitatore di oggi che la storia non è qualcosa di statico ma un patrimonio che si
tramanda di generazione in generazione.
Ma la Strada Vini Doc Lison Pramaggiore è anche natura. Le genti del Lison Pramaggiore hanno sempre creduto nella tutela dell’ambiente e oggi il territorio offre oasi naturali, dune e
corsi d’acqua. Grazie a questa particolare attenzione l’area si è arricchita di un valore in più: si tratta infatti del distretto biologico più grande d’Italia e d’Europa.
Nel Lison Pramaggiore i produttori hanno dimostrato la propria capacità innovativa e per questo si sono orientati all’agricoltura biologica già alla metà degli anni
Ottanta. Oggi questa è una realtà di oltre 400 ettari di vigneto e molte aziende, grandi o piccole, hanno sposato integralmente la filosofia. Si arriva fino ad aziende che
possiedono più di 100 ettari tutti a coltivazione biologica. «Il vino biologico oggi deve essere proposto accanto ai grandi vini» afferma il Presidente Daniele Piccinin
«Bisogna sfatare l’anacronistico pregiudizio che sia di qualità inferiore. Oggi è un vino di qualità, con un equilibrato rapporto qualità prezzo e il fatto che
sia biologico diventa valore aggiunto.» Questo è già stato capito nei nuovi mercati, dove il consumatore è divenuto più esigente e attento alla salute propria
e del pianeta come dimostrano i numerosi premi assegnati ai produttori di vini biologici di Lison Pramaggiore in occasione dei numerosi concorsi enologici internazionali.




