Torino: Arte e Cultura la nuova Stupinigi tra moda e glamour

 

Con l’acquisto dall’Ordine Mauriziano dei terreni e delle cascine di pertinenza della Palazzina di Caccia di Stupinigi, la Regione Piemonte ha avviato un percorso che porterà
alla rinascita della residenza e alla sua valorizzazione come inedito polo della moda. Il gioiello barocco, opera di Filippo Juvarra, è già da tempo chiuso per restauri.
Quando riaprirà i battenti sarà una sorta di nuova Versailles, museo e insieme cuore del nascituro distretto torinese dello stile.

L’annuncio arriva dalla presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso, che il 19 gennaio ha firmato per 58 milioni di euro l’acquisizione. Diventano così regionali 14
milioni di metri quadrati di terreni agricoli, con tutte le cascine storiche annesse. L’operazione permetterà innanzitutto di mantenere inalterata la prospettiva di avvicinamento
alla residenza disegnata da Juvarra, cancellando definitivamente ogni ipotesi di speculazione sull’area. Ma non solo. Bresso intende varare anche per Stupinigi un rilancio in grande
stile, modello Reggia di Venaria, anche se in questo caso i fondi a disposizione saranno notevolmente inferiori.

Il progetto al quale la presidente sta lavorando insieme allo storico Gianni Oliva, assessore regionale alla Cultura, prevede l’utilizzo della cascine più scenografiche per
l’insediamento delle attività di produzione legate al mondo della moda. «L’idea – spiega Bresso – è quella di attirare sarti, calzolai e artigiani della moda
interessati a investire in una nuova sede, in modo da agire in cofinanziamento e non per l’intero importo del restauro». La strada che conduce alla Palazzina verrebbe chiusa al
traffico, rilastricata, e dotata di carrozze trainate da cavalli. Gli agricoltori verrebbero concentrati nelle cascine più arretrate, in modo da lasciare libere per il nuovo
utilizzo quelle che si affacciano sulla strada.

La residenza sarà il fulcro dell’intero complesso. Le sue splendide sale, a partire dal salone da ballo immortalato anche in un film di Lina Wertmuller, saranno lo sfondo
storico-glamour delle future sfilate. Il tutto dovrà essere fatto senza interferire con l’utilizzo turistico, che permetterà al mondo della moda di entrare nella reggia
soltanto negli orari in cui la futura Versailles sarà chiusa al pubblico. L’ambizioso obiettivo di Bresso è quello doppiare nel settore della moda l’operazione compiuta
dal Piemonte nel campo del cinema: «riportare anche la moda, come la settima arte, a Torino, nel luogo in cui è nata».

 

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