Roma: Bruno Ceccobelli “INVASI” a cura di Lorenzo Benedetti

Roma: Bruno Ceccobelli “INVASI” a cura di Lorenzo Benedetti

 

Martedì 27 gennaio 2009 alle ore 18.30, la Fondazione Pastificio Cerere celebra il finissage della mostra INVASI di Bruno Ceccobelli, a cura di Lorenzo Benedetti e realizzata
grazie al sostegno di Elsa Peretti, Presidente della Fondazione Nando Peretti, che inserisce il progetto nelle linee di intervento della Fondazione per la promozione dell’arte.

La Fondazione Pastificio Cerere è lieta di invitare il pubblico all’evento conclusivo di una mostra dedicata a uno dei residenti storici dell’ex Pastificio Cerere,
nel quartiere di San Lorenzo a Roma, teatro, nei primi anni Ottanta, del singolare esperimento di dialogo e confronto tra artisti che hanno creato un nuovo capitolo dell’arte a Roma.

La serata è inoltre l’occasione lieta per presentare l’inedito Catalogo “INVASI”, tradotto in italiano, inglese e spagnolo, che – di recente pubblicazione
– raccoglie, grazie a un ampio apparato critico e fotografico, l’intera documentazione dell’ultimo progetto di Bruno Ceccobelli.

INVASI è una installazione in cui simboli e forme si uniscono per mostrare un aspetto di storia associato a quello di luogo. Negli spazi espositivi della Fondazione Pastificio
Cerere, Ceccobelli presenta infatti un’opera carica di molteplici simbologie. La principale è il riferimento ai quattro elementi (aria, terra, fuoco, acqua) che spesso hanno
caratterizzano proprio il confine tra arte e scienza e le cui radici si perdono nel dominio della mitologia e della legenda.

Nove forme di terracotta, disposte sul pavimento della grande sala della Fondazione, creano una morbida curva. Ogni forma ha una figura, un volto, autoritratto sulla cima del vaso in
ceramica raku. I visi in cera vengono consumati dalla fiamma che, dinamica, trasforma e deforma le figure. Alla base delle ceramiche fuoriesce dell’acqua che si contrappone alla fiamma.
Anche l’aria diventa un elemento intrinseco al processo artistico, lo spazio attorno alle opere, ai confini dell’ambiente e che circonda gli spettatori.

Il tempo che passa, che scorre, e consuma è forse uno degli elementi principali di questa opera. Un tempo che deforma l’opera per connotare il senso di assoluto suggerito dai
quattro elementi.

Nella installazione Ceccobelli usa anche gli elementi più caratteristici dello spazio espositivo, i suoi elementi più interni. Il suono che esce da una delle condutture di
areazione diventa, ad esempio, il pretesto per far sentire l’edificio, per dare voce allo spazio, e soprattutto a quel luogo che è stato, ed è ancora, un luogo simbolo per
l’arte nella città. Il suono avvolge tutto utilizzando lo spazio, il vuoto come materia e questa è la condizione migliore per integrare l’opera all’essenza stessa del
luogo.

In mostra anche l’opera C’è Re e Re realizzata nel 1985, che verrà donata dall’artista alla collezione permanente della Fondazione Pastificio Cerere.

BRUNO CECCOBELLI

nasce nel 1952 a Monte Castello di Vibio, nei pressi di Todi (PG). A Roma frequenta l’Accademia di Belle Arti, diplomandosi nel corso di scenografia di Toti Scialoja. Dopo
l’esordio in ambito concettuale, il suo lavoro si va caratterizzando per l’uso di materiali naturali, quali piombo, cenere, zolfo, cera, creta, sale, colori non industriali,
ai quali l’artista riconosce energie pure. La sua opera è ricca di simboli, dedotti da antiche culture e religioni, ma soprattutto rielaborati dallo stesso artista alla
ricerca di un segno che sia carico di memoria e denso di significato. Nel suo lavoro si rintraccia, inoltre, un riferimento costante alla cabala e all’alchimia, il cui studio
viene approfondito negli anni.

Nei primi anni Ottanta si trasferisce all’ex Pastificio Cerere. Numerose le mostre personali e collettive durante la prima metà degli anni Ottanta in Italia e
all’estero. Nel 1984, negli spazi del Pastificio Cerere, Achille Bonito Oliva cura la mostra Ateliers, invitando Bruno Ceccobelli, Gianni Dessì, Giuseppe Gallo, Nunzio,
Pizzi Cannella, Marco Tirelli, ai quali si unisce Domenico Bianchi, ad aprire i propri studi al pubblico. Sempre in quell’anno è invitato alla sezione Aperto 84 della XLI
Biennale di Venezia, dove torna ad esporre nel 1986, nella sezione Arte e alchimia curata da Arturo Schwarz. Nel 1986 partecipa anche alla Biennale di Sidney e alla Quadriennale di
Roma, dove è invitato anche all’edizione del 1996.

Tra la fine degli anni Ottanta e il nuovo decennio avvia rapporti con numerose gallerie straniere che gli dedicano mostre personali a Basilea, Barcellona, Colonia, Francoforte, Vienna,
Amsterdam, Montreal, Toronto. Nel 1993 tiene due importanti mostre antologiche, rispettivamente al Museum Centre Saydie Bronfman di Montreal e alla Galleria d’Arte Contemporanea
di Rimini. Tra le antologiche più recenti si ricordano invece Simbolica presso, la Galleria d’Arte Contemporanea di Riccione nel 2000; Classico Eclettico, ospitata al Museo
Archeologico di Villa Adriana a Tivoli nel 2003; quelle al City Art Museum di Lubiana in Slovenia nel 2004 e al Guastalla Centro Arte di Livorno nel 2005. Nel 2004 realizza a Ghibellina
il mosaico L’eternità è la vera medicina. Nel 2006 partecipa, a Villa Medici a Roma, all’esposizione collettiva San Lorenzo.

BRUNO CECCOBELLI – INVASI

a cura di Lorenzo Benedetti
26 novembre 2008 – 27 gennaio 2009
lunedì – venerdì, ore 15.00 – 19.00 su appuntamento

 

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