Terremoto, lo SPI CGIL denuncia: a L’Aquila nelle tendopoli è emergenza anziani

Terremoto, lo SPI CGIL denuncia: a L’Aquila nelle tendopoli è emergenza anziani

Roma – Una doppia denuncia civile – senza alcun elemento polemico o strumentale – per accendere un faro, e richiamare nello specifico l’attenzione del
governo, sulle condizioni di vita nelle tendopoli a L’Aquila e, in particolare, su quelle degli anziani. Mentre, infatti, a Montecitorio, in concomitanza con l’avvio dell’esame alla Camera del
decreto Abruzzo, i cittadini abruzzesi promuovevano un sit-in di protesta per chiedere al governo più trasparenza e chiarezza negli appalti per la ricostruzione, in Corso d’Italia la
CGIL e lo SPI presentavano l’inchiesta denuncia, promossa dalla rivista del sindacato dei pensionati LiberEtà, sullo stato in cui versano gli anziani nelle tendopoli.

Un attento lavoro di analisi e di censimento, quello promosso da LiberEtà, condotto attraverso i campi di Coppito, Centi Coltella, Piazza D’Armi, Colle Maggio, Stadio del rugby, Colle
Rojo. E ancora, nelle cinque tendopoli di Paganica, in quella di Monticchio e ad Onna. Sulla base di dati forniti dalla Protezione civile, è emerso che il numero totale di persone
accampate nelle tende è di 26.841 unità. Di queste sono oltre 4mila gli anziani in tenda con più di 75 anni. Ma il dato più preoccupante che esce fuori
dall’inchiesta  è che, secondo il Dipartimento di prevenzione della Asl di L’Aquila, la percentuale di persone con più di 65 anni che vive nelle tendopoli arriva al 70 per
cento. Un dato facilmente spiegabile: mentre i giovani e le persone in età da lavoro hanno travato sistemazione altrove, gli anziani non sanno dove andare.

“Sono passati due mesi dal terremoto – ha denunciato la segretaria generale dello SPI, Carla Cantone – siamo molto preoccupati delle condizioni in cui versano le persone e, ancor di più,
ci preoccupa l’estremo e drammatico disagio che vivono le persone anziane nelle tendopoli”. Ed è l’inchiesta di LiberEtà a darci una misura del disagio. Le tendopoli, infatti, si
stanno trasformando in un enorme ‘cronicario’ a cielo aperto. Gli anziani vivono in uno stato di profonda prostrazione, disagio e spaesamento. I campi costringono le persone a vivere
insieme, eppure in un profondo stato di solitudine e di depressione. Si perde ogni tipo di intimità, si perde ogni idea di futuro: molti anziani si stanno lasciando morire. Ma è
l’allarme sanitario a preoccupare la CGIL e lo SPI: gli sbalzi di temperatura in tenda stanno provocando molte bronchiti e casi di broncopolmonite, frequenti e preoccupanti sono i casi di
disidratazione. Alla luce di questo allarme, Cantone ha chiesto “interventi sanitari immediati, un rafforzamento di quelli psicologici, ma sopratutto serve togliere immediatamente dalle tende i
non autosufficienti: sia data loro la priorità nell’assegnazione degli alloggi che verranno”.

“La nostra vuole essere una denuncia civile”, ha spiegato il segretario generale della CGIL, Guglielmo Epifani, nella consapevolezza “che il problema non è facilmente risolvibile”. Con
questa inchiesta, ha aggiunto, “vogliamo sollecitare il governo ad adottare misure urgenti che mettano al centro gli anziani: questi devono avere la priorità in una nuova sistemazione e
vigileremo affinché questa denuncia non cada nel vuoto”. La CGIL chiede perciò di adottare misure urgenti. Tra queste il trasferimento degli anziani in condizioni abitative
più sicure e dignitose, dando loro la possibilità di vivere insieme ai propri coniugi per ricostruire le relazioni familiari che altrimenti rischiano di disgregarsi. Ed è
l’inverno a preoccupare: con l’arrivo del freddo molti di loro potrebbero non farcela a sopravvivere.

“La situazione è gravissima – ha aggiunto la leader dei pensionati -, bisogna togliere gli anziani dalle tende e dargli una sistemazione più dignitosa nello stesso territorio dal
quale non vogliono separarsi”. Ma il sindacato non si limita a lanciare la ‘emergenza anziani’. È in prima persona coinvolto sul territorio in supporto della popolazione. Oltre,
infatti, a gestire il campo di Coppito e a dare assistenza anche ‘burocratica’ alla popolazione con gli ‘uffici volanti’, lo SPI ha avviato una sottoscrizione che ha raccolto 500mila
euro per la realizzazione di una struttura sociale. Ma oltre questo, ha concluso Cantone, “adesso c’è solo da fare e fare in fretta”.

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