Hawaii: Obama vuole dare più poteri ai nativi, ma non tutti sono d’accordo

By Redazione

E’ gia successo con i Pellerossa: il Governo Usa ha riconosciuto i propri errori e ha tentato di porvi rimedio offendo risarcimenti, concedendo alle tribù un autogoverno parziale e
restituendo parte delle terre conquistate.

Ora potrebbe accadere la stessa cosa ai nativi delle Hawaii, iniziando magari assegnando loro i possedimenti una volta proprietà della monarchia indigena del Pacifico.

E’ quanto ha dichiarato Neil Abercombie, il deputato Hawaiiano, durante un discorso alla Camera, a Wahington. Già in passato la Camera aveva avanzato proposte simili, sempre respinte dal
Senato.

L’asso nella manica attuale si chiama Obama: a differenza del suo predecessore Bush, il presidente degli Stati Uniti vede con occhio favorevole le rivendicazioni degli indigeni polinesiani.
Obama non ha mai nascosto la sua predilezione per le isole del Pacifico, meta prediletta per le sue vacanze insieme alle figlie Malia e Sasha ed alla moglie Michelle.

Tutto si gioca intorno al progetto di legge già presentato dal senatore d’origine indigena Daniel Akaka: il governo dei nativi (400.000 persone circa) avrà poteri limitati e
dovrà trattare con le autorità statali Usa.

  I discendenti degli originari abitatori delle isole, inoltre, riceveranno inoltre un indennizzo in denaro e, sopratutto, rientreranno in possesso delle terre sottratte loro dai
colonizzatori bianchi. E sono proprio i territori il pomo della discordia in quanto dall’altissimo valore economico, conferito loro dal continuo boom edilizio e turistico.

Le grandi lobby economiche ed edilizie, infatti, non sono certo disposte a mollare una preda così ghiotta senza combattere: i loro avvocati sono già sul piede di guerra,
contestando la proposta dei nativi in quanto discriminatoria verso i cittadini di razza bianca (anche se in realtà, l’unico colore che conta è il verde dollaro).

Nel passato, gli invasori stranieri strapparono agli indigeni polinesiani il controllo sulle isole con la violenza. Nel futuro prossimo, la battaglia per il possesso delle Hawaii si
rinnoverà: le armi usate saranno carte bollate, leggi ed avvocati, ma non per questo lo scontro sarà meno cruento.

Matteo Clerici

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