Telefonia, il gestore chiede ad una microimpresa 1.300 euro di penale per il recesso

Telefonia, il gestore chiede ad una microimpresa 1.300 euro di penale per il recesso

Firenze – “Abbiamo disdetto tempo fa un contratto business di telefonia mobile con Tre. Abbiamo ricevuto fatture con addebito di penali di € 245,00 IVA per recesso anticipato chiavetta USB
ADSL € 200,00 IVA per recesso piano tariffario € 400,00 IVA per recesso telefono 1 € 209,00 IVA per recesso telefono 2. Totale € 1.054,00 IVA = € 1.264,80. Abbiamo
inviato una raccomandata AR di richiesta chiarimenti senza avere alcuna risposta.  Qualche giorno fa abbiamo ricevuto un avviso di costituzione in mora da parte di Ge.Ri. Gestione Rischi
srl. per € 1.312,51 € 200,87 di oneri. Contattata la Ge.Ri. telefonicamente ci e’ stato proposto lo stralcio della posizione debitoria previo pagamento di € 920,00 da effettuarsi
entri il 13/7. Cosa dobbiamo fare? Ci risulta dal Vs. sito che le penali sono illegittime”.

E’ una delle tante segnalazioni giunte al nostro servizio Cara Aduc, emblematica della giungla telefonica che piccole aziende e famiglie italiane devono affrontare a causa del comportamento dei
gestori telefonici, che sostanzialmente fanno finta che una legge dello Stato (la Bersani) e le prescrizioni dell’Agcom non esistano.

In caso di recesso da un contratto con un fornitore di servizi di comunicazione elettronica la legge prevede che non vengano fatte pagare penali. Nel caso riportato -una microimpresa padovana
(commercio all’ingrosso di prodotti medico-sanitari)- vengono chiesti 1.312 euro. Da considerare che in questo caso il recesso e’ stato conseguente ad un’inadempienza del gestore. Non e’ un
caso raro e non e’ solo 3 Italia a comportarsi in tal modo.

A nulla, per il momento, e’ servita la nostra formale denuncia all’Agcom del marzo scorso. I gestori continuano imperterriti a richiedere penali illegittime, costringendo gli utenti ad
attivarsi per ottenere una liberatoria e un risarcimento danni.

ADUC

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