Tè verde, uva, spezie: un trio contro i batteri degli alimenti

Tè verde, uva, spezie: un trio contro i batteri degli alimenti

Cucinare, può essere piacevole ma anche pericoloso: gli alimenti trattati possono contenere germi o batteri patogeni, causa di malattie anche gravi.Ed il problema aumenta nelle
industrie, dove le quantità di cibo lavorato sono nettamente superiori.

Contro tali pericoli, si usano trattamenti termici e chimici, anch’essi però non privi di controindicazioni.

Allora, forse la via migliore passa per la natura (anche se aiutata).

Lo comunica una ricerca dell’Università dell’Arkansas (sezione Divisione Agricoltura), diretta dal professor Navam Hettiarachchy.

Gli scienziati hanno constatato come la maggior parte dei consumatori presi in esame accetta i sistemi di protezione attuali, ma a malincuore. Nonostante sia accettato come gli alimenti debbano
essere difesi contro batteri e deterioramento, si preferisce il prodotto senza additivi e sostanze chimiche.

Perciò, la squadra di Hettiarachchy ha valutato diversi alimenti e piante, alla ricerca di composti ed estratti utili allo scopo.

Come spiega il professore, le analisi hanno messo in luce come fosse “Sempre più evidente l’attività antimicrobica degli estratti da ingredienti culinari come il tè verde,
semi d’uva e spezie, contro patogeni di origine alimentare”. Messi in campo contro vari batteri, i tre alimenti hanno sempre ottenuto buoni risultati, inibendo persino la listeria.

Per raggiungere anche una maggiore efficacia è inoltre possibile creare delle coppie. Gli alimenti possono così essere appaiati a prodotti chimici. O, ancora meglio, si possono
legare con nanoparticelle in modo da avere “Un’inibizione patogena migliore a una concentrazione molto più bassa di antimicrobici per un periodo di tempo più lungo”.

Secondo gli esperti, già alcune industrie si sono dette interessate alle scoperte, anche se hanno preso tempo prima di decidere.

Per facilitare la conclusione, il professor Hettiarachchy spinge per un periodo intermedio, in cui i tradizionali sistemi chimici e termici siano affiancati dagli antimicrobici naturali. Finito
tale lasso di tempo, i vecchi metodi sarebbero totalmente accantonati in favore della “via naturale”.

FONTE: “Natural extracts can cut chemical additives in food processing”, Agricultural Communication Services-University of Arkansas, 11/11/010

Matteo Clerici

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