Taglio draconiano della spesa pubblica, passaggio obbligato e urgentissimo

Taglio draconiano della spesa pubblica, passaggio obbligato e urgentissimo

Al di la’ delle misure adottate settimana scorsa dal Governo Renzi, che potrebbero significare un primo passo introduttivo di una linea tendenziale di politica economica per la casa ed il mercato immobiliare, gli italiani si preoccupano sempre piu’ che, non riducendosi le spese pubbliche, le tasse abbiano ad aumentare.

L ‘economia italiana si trova in una spirale negativa: in piena crisi di fiducia da parte di tutta la popolazione.

Non spende e non investe piu’ nemmeno chi potrebbe farlo.

 I consumi e la produzione interni sono in pieno calo: tiene solo la produzione per l’estero, neppure cosi’ assistita dal corrente rapporto di cambio euro/dollaro; che tuttavia rappresenta solo il 25 % della nostra economia.

 E con solo il 25 % della produzione che tira non si va da nessuna parte.

In queste condizioni rispettare i vincoli europei di bilancio diventa proibitivo; perche’ il gettito ordinario delle imposte va riducendosi e per far quadrare i conti non rimane che aumentare la pressione fiscale; il che produce come conseguenza un ulteriore effetto depressivo-recessivo, riducendo investimenti e spese delle famiglie.

Occorre evitare che il Paese imbocchi la pericolosa strada della deflazione.

Riduzione della domanda, calo dei prezzi, riduzione delle entrate fiscali, spirale economica vegetativa e spauracchio di patrimoniali.

In linguaggio allegorico, occorre un colpo di frusta per i cavalli: una immediata iniezione di fiducia per i consumatori e gli investitori.

Combattere l’evasione fiscale e la corruzione (pur essendo un passaggio necessario ed ineludibile ) richiede tempo e non produce quegli effetti immediati dei quali il Paese ha bisogno per riprendere fiducia.

Altre riforme strutturali indispensabili, come quelle della burocrazia, della giustizia, del lavoro richiedono anch’esse tempi piu’ lunghi.

Vanno fatte, ma non hanno l’effetto del colpo di frusta.

Di effetto immediato rimane il taglio draconiano  della spesa pubblica  ovviamente non degli investimenti pubblici) a cominciare dagli sprechi e dalle dispersioni delle spese delle pubbliche amministrazioni: per questa ultima voce ce n’e’ , secondo una stima di Assoedilizia, per circa 35 miliardi all’anno.

In modo tale da pareggiare i conti pubblici, anche in relazione ai vincoli europei, senza dover ricorrere all’aumento della pressione fiscale.

Questo si’ genererebbe una immediata ripresa di fiducia da parte di tutti gli italiani ed una inversione di tendenza economica.

– Sulla base di dati diffusi dall’Istituto Europa Asia per il 2013, le entrate generali pubbliche sono pari al 47,5 %  del Pil, mentre la spesa complessiva pubblica e’ pari al 50,6 % .

– In Germania il 45,1 % contro il 45 %

Suggerimento, dunque, per ricreare fiducia e rilanciare i consumi e gli investimenti degli italiani : affamare la bestia della spesa pubblica. »

 Redazione Newsfood.com

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