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Sushi, le regole per un Natale sicuro

Sushi, le regole per un Natale sicuro

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Si avvicina Natale, tempo di mangiate speciali. E, se la tradizione è scelta comune, non manca chi vuole provare qualcosa di diverso. Tra le tanti opzioni, ecco il sushi. Piatto gustoso ed invitante: ma, per essere gustato in sicurezza, è bene seguire alcune opzioni. Ecco allora, una serie di buoni consigli del dottor Giorgio Donegani, tecnologo alimentare esperto di sicurezza degli alimenti.

Inanzitutto, un po’ di chiarezza nei termini.

Con sushi, si indica un piatto a base di riso combinato con pesce, alghe, verdure e uova e condito con riso, zucchero e sale.

Ci sono anche delle varietà specifiche. L’uramaki è un rotolino con riso all’esterno ed alga all’interno, che racchiude tonno, polpa di granchio, avocado e cetrioli.

Il nigiri sushi si ottiene pressando il riso in blocchetti ed unendoli con una fettina di pesce crudo.

Il Maki sushi è un rotolino con alga all’esterno e riso all’interno, pesce e verdure.

Infine, particolare è il sashimi: pesce crudo tagliato a fettine sottili.

Ciò detto, il dottor Donegani offre una serie di consigli specifici:

  • Anisakis, primo problema. Il pesce crudo può essere infestato da larve di anisakis. Queste attaccano l’apparato digerente, con una serie di sintomi. Si può andare da prurito alla gola, asma febbre a gravi attacchi di vomito, diarrea ed ulcere.

    Tuttavia, l’Anisakis ha un punto debole: non resiste al congelamento prolungato e per legge (Regolamento europeo 853/2004) i pesci da consumare crudi devono essere lasciati nel congelatore a -20 °C per almeno 24 ore. Perciò, conclude il dottore, “E’ è sempre importante chiedere se il pesce sia stato “abbattuto” e in caso contrario provvedere al congelamento a casa (il tempo di sicurezza sale a 72 ore)”.

  • Non tutti i pesci sono uguali. Per un buon sushi, il pesce deve avere due caratteristiche: essere crudo ed essere fresco. Ci sono dei segni rivelatori: il pesce deve avere carni sodi, occhio non opaco, superficie lucenti con squame aderenti, branchie non scure, pinna e coda in buone condizioni.
  • Attenzione ai parassiti. Il pesce crudo di cattiva qualità ospita batteri come stafilococchi, salmonelle e listeria. Diventa allora fondamentale la materia prima, magari da ottenere con un rapporto di fiducia col venditore.

Matteo Clerici

ATTENZIONE: l’articolo qui riportato è frutto di ricerca ed elaborazione di notizie pubblicate sul web e/o pervenute. L’autore,  la redazione e la proprietà, non necessariamente avallano il pensiero e la validità di quanto pubblicato. Declinando ogni responsabilità su quanto riportato, invitano il lettore a una verifica, presso le fonti accreditate e/o aventi titolo.

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