Susa (TO): Uniamo le energie

By Redazione

 

Parte domani, giovedì 2 ottobre, da Susa la sfida del Piemonte sul fronte energetico. In occasione di Expobioenergia, fiera dell’edilizia ecosostenibile, viene
allestito fino a domenica 5 ottobre nel Parco tecnologico Martina il Villaggio dell’energia, area espositiva di 500 mq dove è previsto uno spazio per la divulgazione delle
politiche attivate a favore delle piccole e medie imprese e per la promozione delle pratiche virtuose per la riduzione dei consumi energetici e lo sviluppo delle energie rinnovabili,
anche attraverso l’esposizione di esemplari di impianti alternativi di produzione e mezzi di trasporto puliti.

Venerdì 3 il momento istituzionale, che prevede nell’auditorium dell’Itis Ferrari alle ore 10 l’incontro della presidente Mercedes Bresso e degli assessori
Andrea Bairati (Industria, Energia e Ricerca) e Nicola de Ruggiero (Ambiente e Risparmio energetico) con le scuole, e alle ore 14,30 un incontro tra de Ruggiero e le imprese. 

Dopo la grande manifestazione-evento del maggio scorso che ha lanciato il tema a livello nazionale, culminata nella sottoscrizione del Manifesto per l’indipendenza energetica dal
petrolio, la Regione vuole con questo viaggio nelle province piemontesi diffondere capillarmente sul territorio il proprio messaggio e le numerose opportunità, sensibilizzare i
cittadini, a partire dalle scuole, incontrare le aziende e le amministrazioni locali che hanno condiviso l’ambizioso progetto.

L’iniziativa della Regione si inquadra in una nuova consapevolezza: per ridurre la dipendenza energetica da fonti non rinnovabili è indispensabile una mobilitazione
culturale, economica e persino psicologica della comunità regionale.

«Condivido – osserva la presidente Bresso – il punto di vista dell’economista Jeremy Rifkin: la produzione e la distribuzione di energia saranno costruite con un
modello a rete, simile a quello di Internet; un modello attraverso il quale una molteplicità di soggetti produrrà e si scambierà una quota importante, molto
significativa dell’energia indispensabile alla vita di tutti i giorni. Questo futuro potrà essere raggiunto prima che altrove se in Piemonte sapremo pensarlo, progettarlo e
costruirlo. Inoltre, sarà importante che ciascuno di noi, con la dovuta lungimiranza, sappia investire in questo futuro
».

Il progetto per le scuole nasce dalla collaborazione tra la Regione ed il Museo A come Ambiente, che ha realizzato un programma formativo ad hoc per questa iniziativa, diversificato per
fasce d’età. L’idea si sviluppa in modo interattivo ed affronta, con un linguaggio immediato ed adatto ad un giovane pubblico, temi come il riciclo dei rifiuti,
l’energia sostenibile, le emissioni di gas.

«Il 2008 per il Piemonte è l’anno dell’energia. Attraverso un forte impegno di risorse materiali ed umane – aggiunge Bresso – vogliamo avviare il
processo per sviluppare energie rinnovabili e trasformare quelli che oggi sono i costi derivanti dall’importazione di petrolio e gas in risparmi ed occasioni di sviluppo, crescita
e creazione di posti di lavoro per il nostro territorio
».

Aumentare del 20% la produzione di energia da fonti rinnovabili e ridurre del 20% le emissioni di anidride carbonica e i consumi energetici regionali, con conseguenti ricadute positive
sia sulla salute e la qualità della vita dei cittadini sia sull’occupazione e il reddito dei piemontesi: sono questi gli obiettivi che l’Unione Europea chiede di
raggiungere entro il 2020.

Attualmente, il Piemonte importa 9 miliardi di euro di fonti fossili – tutta l’Italia ne importa 70 miliardi – e l’89% dell’energia che utilizza.

Il Piemonte è la Regione in Europa che ha impegnato, per lo sviluppo di fonti energetiche rinnovabili, la quota massima dei fondi europei, circa un quarto di quelli assegnati
attraverso il Fondo europeo di sviluppo regionale: 270 milioni di euro in totale. L’obiettivo a cui punta è dare impulso alla ricerca portandola nell’arco della
legislatura al 3% del Pil, risultato che in Italia nessuno è ancora riuscito ad ottenere.

Raggiungere una maggiore indipendenza energetica dal petrolio è possibile se il progetto che sta alla base di questa sfida è forte e condiviso da tutti: istituzioni, mondo
economico, cittadini.

La Regione farà la sua parte, aiutando le imprese che investono in fonti rinnovabili, potenziando la domanda pubblica e sostenendo la domanda di chi deciderà di
ristrutturare o costruire le proprie case utilizzando materiali e soluzioni a basso impatto energetico.

L’impegno è reale: sono previsti investimenti per più di 300 milioni di euro fino al 2013 sulle politiche energetiche. L’obiettivo è far sì che
l’energia sia sempre meno un settore soggetto a monopolio e possa invece essere messa in rete, scambiata o venduta a prezzi inferiori. 

Dopo Susa, i prossimi appuntamenti saranno dal 9 al 12 ottobre a Vercelli, dal 16 al 19 ottobre ad Alessandria, dal 23 al 26 ottobre a Novara, dal 6 al 9 novembre ad Asti, dal 13 al 16
novembre a Verbania, dal 20 al 23 novembre a Biella ed, infine, dal 27 al 30 novembre ad Alba.

Manifesto per l’indipendenza energetica dal petrolio produrre da fonti rinnovabili distribuire e consumare equamente

L’energia è indispensabile alla vita degli uomini, è un diritto che deve essere garantito a tutti: a chi si affaccia oggi a nuove opportunità di sviluppo e a
chi ne è ancora escluso. La sua produzione, consumo e distribuzione è però oggi fonte d’ingiustizie, conflitti, ragione di povertà e di disagio
sociale. Produrla, usarla e distribuirla con intelligenza, non sprecarla, è innanzitutto un fatto di equità e giustizia verso l’ambiente e verso
l’umanità, quella più giovane e povera in particolare.

Finora così non è stato. In poco più di 150 anni abbiamo consumato un patrimonio naturale, il petrolio e i combustibili fossili, accumulato in un lento processo
naturale durato centinaia di migliaia di anni. Lo abbiamo concentrato in poche mani, con gravi rischi per la pace sul pianeta. Così non può più essere. Dobbiamo
cambiare, far venir meno le ragioni di tanti conflitti, cominciare a renderci indipendenti dal petrolio. Tutti insieme, unendo le nostre forze. Per condividere un benessere sobrio ma
distribuito in modo più equo; per costruire un sistema in cui il consumo delle risorse naturali, della terra e dell’energia sia commisurato alla capacità del pianeta
di rigenerare risorse che non sono infinite.

Questo scenario futuro che contiene rischi e preoccupazioni porta in sé grandi opportunità. La conoscenza, la tecnologia, la ricerca ci forniscono un grande aiuto, ci
aprono straordinarie occasioni di creare nuovo valore e ricchezza, nuove imprese e lavoro, rispettando delicati equilibri ambientali che una volta alterati è impossibile
ricostruire. Oggi è possibile pensare di passare da un mondo in cui pochi producono e dettano regole e prezzi, a un modello di rete diffusa, di democrazia dell’energia, in
cui ciascuno di noi preleva e produce al tempo stesso.

Ma la scienza da sola non è sufficiente. Per ridurre la nostra dipendenza dal petrolio occorre un impegno collettivo straordinario, quotidiano, fatto di comportamenti, regole,
strumenti coerenti con questa sfida epocale. Il Piemonte ha deciso di raccogliere questa sfida, investendo sulle energie rinnovabili, sul risparmio e le tecnologie sostenibili per
assicurare un futuro ai nostri figli, per non consumare risorse inutilmente, ma anzi per cogliere le possibilità che questa sfida apre, con un impegno corale di tutti,
dell’intera collettività.

Un impegno, articolato in dieci punti, che ciascuno di noi prende da qui al 2020:

1. a condividere concretamente gli obiettivi fissati dall’Unione europea: 20% di produzione da fonti rinnovabili, – 20% di emissione di gas serra, 20% di risparmio
energetico, 10% di biocarburanti ricavati non da fonti alimentari, ma da cellulosa e residui legnosi, mantenere i boschi produce energia e fa bene ai boschi;

2. a prendere le nostre decisioni e a realizzare i nostri programmi fondandole su attente considerazioni circa gli effetti che produrranno sul clima e il consumo di energia;

3. a scrivere regole semplici e trasparenti per promuovere le fonti energetiche rinnovabili e il risparmio energetico, per rimuovere le barriere burocratiche che spesso causano
ritardi e difficoltà nell’adozione di soluzioni energeticamente efficienti;

4. a progettare le nostre case e i luoghi di lavoro con criteri nuovi, per autoprodurre calore ed energia, per il risparmio dell’energia, dell’acqua, dei materiali in
un equilibrio capace di garantire ai cittadini comfort, qualità e rispetto ambientale;

5. a promuovere la progressiva riduzione dell’intensità energetica nella produzione, valorizzando le imprese che adottano processi e prodotti coerenti con i nostri
obiettivi, sostenendo la ricerca e favorendo il risparmio e l’autoproduzione energetica nei luoghi di produzione, ad adottare e favorire procedure di acquisto di beni e servizi a
basso consumo energetico e ambientale;

6. a promuovere l’uso dei mezzi pubblici di trasporto, e di veicoli non inquinanti, ad alta efficienza energetica e che sfruttano fonti rinnovabili; a organizzare la
mobilità delle persone e delle merci sul nostro territorio riducendo congestioni, inefficienze e produzione di microinquinanti, migliorando le reti infrastrutturali, sviluppando
l’intermodalità e l’uso dei tram, dei treni, delle metropolitane;

7. a sostenere la produzione agricola piemontese attenta ai valori e alle risorse ambientali; ad acquistare e a portare sulle nostre tavole qualità, rispetto ambientale,
cultura delle nostre terre; a favorire i prodotti locali e di stagione riducendo costi e impatto ambientali del trasporto dei prodotti agricoli da un punto all’altro del mondo;

8. a far si che i produttori di energia da fonti tradizionali s’impegnino a convertire una quota pari al 20% della loro produzione globale;

9. a sostenere la scuola, l’università, il mondo educativo in generale perché è lì che si costruisce una diversa consapevolezza collettiva, fin
dai primi anni della scuola elementare, per crescere i nostri giovani in una cultura energeticamente più sobria razionale e giusta; a sviluppare una formazione tecnica dei
lavoratori e delle imprese improntata allo sfruttamento delle energie rinnovabili e del risparmio energetico;

10. ridurre il divario energetico che punisce i più poveri e svantaggiati e dare possibilità a tutti di prelevare e immettere energia attraverso una rete aperta e
diffusa in cui tutti possiamo essere consumatori e produttori al tempo stesso.

Uniamo le energie perché ciò accada. FACCIAMOLO TUTTI, facciamolo adesso.

 

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