Tariffe: per luce e gas stangate a ripetizione
29 Settembre 2008
Roma – “Gli aumenti dei prezzi di luce e gas sono il prezzo da pagare per la nostra debolezza energetica, che né il petrolio né il carbone potranno
eliminare.
Solo attraverso la diversificazione delle fonti di approvvigionamento, la riduzione della dipendenza dalle fonti non rinnovabili e massicci investimenti in quelle rinnovabili potremo
avere un futuro energetico meno problematico”.
E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, esprimendo viva preoccupazione per il futuro energetico dell’Italia e per
le tasche dei consumatori.
“Abbiamo tirato un sospiro di sollievo per il calo del prezzo del petrolio – continua Dona – ma dimentichiamo che dietro l’angolo c’è lo spettro del gas,
il cui prezzo potrebbe aumentare notevolmente. In Gran Bretagna s’ipotizza addirittura che il prezzo del gas per il consumatore potrebbe aumentare nei prossimi due anni
addirittura del 66 per cento”.
“Il futuro energetico dell’Italia – conclude Dona – dipende notevolmente dal metano russo, che copre per il 30/35 per cento il fabbisogno di gas italiano, che tra
qualche hanno arriverà in Italia attraverso il nuovo gasdotto South Stream, che sarà realizzato da Eni e Gazprom. Tutto ciò avrà però un prezzo
rilevante per gli interessi nazionali: l’ingresso di Gazprom nel mercato italiano della distribuzione con un “tetto” alle vendite (per ora) di tre miliardi di metri
cubi di gas.




