Suocera e nuora, nuora e suocera: l’eterna competizione
3 Settembre 2009
Il ruolo della suocera è da sempre oggetto di attacco e calunnia, esattamente come quello della nuora.
Le molte difficoltà che si riscontrano in un rapporto di questo genere si delineano nelle mail che riceviamo, relative a questo atavico problema.
In linea con la filosofia sulla quale Alessandra ed io abbiamo scelto di appoggiare questo gruppo, proponiamo un articolo che possa aiutare, chi lo volesse, a vedere il rapporto
suocera-nuora da un differente punto di vista.
L’articolo è frutto dell’esperienza diretta con entrambe le nostre suocere.
Il presupposto è: tutte e due siamo donne, e questo è un aspetto difficile da far coincidere, non in quanto donne, ma come “donne in competizione”.
E l’oggetto della competizione è lui: l’adorato figlio.
Il problema è uno solo: il senso della proprietà che ogni madre, e futura suocera, ha nei confronti del proprio figlio.
Purtroppo, e dico purtroppo, poche di noi si sono impegnate a vedere i meccanismi che una madre mette in atto nei confronti del proprio figlio: diventa l’assoluta proprietà, incontrastata
ed unica, e persino il marito diviene una figura marginale.
Questo errore dovuto alla non conoscenza di cosa rappresenta realmente un figlio, predispone la madre, e futura suocera, a divenire colei che combatterà con la moglie-rivale.
E noi donne sappiamo bene che quando sferriamo attacchi nei confronti di altre donne, siamo molto spietate. (anche nei confronti dei poveri maschietti -n.d.r.)
I figli non sono una proprietà!
L’importantissimo fatto di dar loro la luce non garantisce di avere l’assoluto potere di manipolare la loro vita.
I figli sono esseri straordinari che vengono accolti in questo mondo per fare la loro personale esperienza.
I genitori, ed in particolare la madre, hanno l’assoluto obbligo di aiutarli al meglio a trovare la giusta strada, accompagnandoli e sostenendoli quando hanno bisogno… per poi lasciarli
liberi.
In natura, quando un aquilotto impara a volare, lascia il nido e vola verso la sua avventurosa vita.
La storia di Alessandra inizia come tante altre storie: un rapporto difficile con la suocera. Consolidato il concetto che “ci deve essere un altro modo per vedere questa situazione”, e arrabbiata
per l’ennesimo scontro con la stessa, decidiamo insieme di trovare una soluzione.
Alessandra racconta:
“Tutto è iniziato nel momento in cui mi sono fidanzata con il mio attuale marito e mi ha presentato colei che allora era per me una perfetta sconosciuta e che sarebbe successivamente
diventata mia suocera.
I suoi occhi mi hanno scrutata guardandomi dall’alto della sua età e posizione e facendomi sentire piccola piccola in quanto allora avevo solamente 17 anni: un incontro che non si
può certo definire “amore a prima vista”.
In men che non si dica, divento la moglie di suo figlio ed iniziano subito malintesi e fraintendimenti.
In poche parole è guerra aperta.
Quando non ci sono mi critica ed io rispondo con le sue stesse armi dicendo a suo figlio: “Tua madre ha detto che … Tua madre si è permessa di… Le critiche non cessano, nasce
AndreaSara e lei non perde l’occasione per farmi notare che sarebbe stato meglio fare così con la bambina… e che lei quando i suoi figli erano piccoli si comportava in questo
modo… Non come fai tu!
Una guerra all’ultimo sangue fatta da due donne ostinate.
La situazione non cambia: nei nostri incontri-scontro l’aria è pesante: cerco di evitarla in tutti i modi declinando cene ed inviti.
Le poche volte che sono “obbligata” a frequentarla il nervosismo è alle stelle.
Finalmente incontro Lucia, insegnante di crescita personale che mi suggerisce comportamenti che non avevo neppure preso in considerazione.
Un secchio di acqua gelida sul fuoco ardente della vendetta.
Mi spiega come la guerra penalizza entrambe e mi propone di sperimentare alcuni strumenti per vedere la situazione da un altro punto di vista.
Sono istintivamente reticente ad innalzare la bandiera della pace: tuttavia, dopo l’ennesimo scontro, decido di provare.
Primo Esercizio:
mandare amore alla suocera immaginando una bolla di energia luminosa che dal mio cuore raggiunge il suo. Io, che avrei voluto mandarle una palla di cannone sulle testa, come posso mandarle amore?
Con riluttanza mi riservo di sperimentare la tecnica la prossima volta che la vedo … e lo faccio ripetutamente quasi come fosse un mantra (mi serve per convincermi che la tecnica funziona) e
mi accorgo che effettivamente la “suocera” si rilassa e smette di tirare frecciatine, come di consueto… Stupita ed un po’ incredula penso: “E’ certamente una coincidenza!”
Passano i giorni e le chiacchierate con Lucia si fanno sempre più interessanti e man mano che espongo i miei problemi con mia suocera mi rendo conto che la rivalità che vedo in lei
non è altro che la mia rivalità.
Lei è una madre come me, gelosa dei suoi figli, protettiva ed ostinata.
Con questa nuova presa di coscienza, Lucia aggiunge nuovi esercizi che aumentano la mia consapevolezza.
Il rapporto con mia suocera migliora ed anche mio marito non si sente più tra due fuochi.
Che sia chiaro: mia suocera ed io non abbiamo ancora deciso di andare in vacanza insieme, ma abbiamo instaurato un rispetto cortese e reciproco.
Ogni tanto ho ancora il sottile piacere masochistico di incastrarmi in piccole vendette, da buon essere umano quale io sono: ma dura poco.
Un esempio?
Stasera le mie bimbe, mio marito ed io siamo stati a cena da mia suocera.
La guardavo ed avevo la percezione di una donna dura, rigida ed infelice.
Più tenevo stretto a me questo pensiero più lei me ne dava dimostrazione con la postura rigida del corpo, con il suo modo perentorio di rivolgersi alle sue nipoti, con lo sguardo.
Ma se andavo oltre la sua rigidità, potevo vedere con chiarezza la mia paura: di essere dura, rigida ed infelice come lei, di rimanere incastrata in uno schema vecchio e
polveroso.
Sono molto cambiata ed ora non ho più timore di riconoscere le mie debolezze attraverso gli altri, di dire “no grazie” con gentilezza e determinazione: ora posso vedere negli occhi di mia
suocera una donna che ha dovuto mascherare la sua dolcezza per potersi muovere in un mondo di uomini.
Un’imprenditrice che, insieme a suo marito, ha creato un’azienda e l’ha diretta con onore oltre ogni difficoltà.
E se guardo al di là del velo del giudizio, posso vedere nei suoi occhi la dolcezza di una madre che ha fatto del suo meglio per crescere i suoi figli.
Assaporo distratta il dessert ed osservo mia suocera, e finalmente vedo “una donna”. Decido di mandare amore e, nell’intimità della mia mente, le chiedo scusa per averla usata come
ostacolo alla mia felicità.
Ed ancora una volta sono felice della lezione che ho imparato: guardare oltre il velo del giudizio mi permette di ampliare i miei punti di vista e di vedere un piccolo frammento di me stessa in
ogni persona che incontro… Anche in una donna che ora chiamo con il suo nome: Marisa.
Con affetto a tutte voi
Alessandra e Lucia
Lucia Merico





