Stress e traumi nutrono i tumori
15 Gennaio 2010
Stress, ferite e lesioni, anche emotive, possono favorire in maniera determinante la crescita dei tumori.
A dirlo, uno studio della Yale University (New Haven, USA) diretta dal dottor Tian Xu, genetista, e pubblicata su “Nature”.
La squadra di Xu ha eseguito alcuni test su moscerini della frutta, indagando su due geni, coinvolti anche nei tumori dell’uomo: RAS, coinvolto nel 30% dei tumori umani e Scribble, in italiano
Scarabocchio, che inibisce la formazione delle neoplasie ma che, se mutato, le favorisce.
E’ stato così scoperto come (contrariamente a ciò che si credeva fino ad oggi) affinché il tumore cresca, non è necessaria una mutazione dannosa in una singola
cellula. In realtà, le mutazioni cancerose possono attivarsi anche se presenti in cellule diverse dello stesso tessuto, grazie loro capacità di creare “ponti” cellulari. “E’ una
cattiva notizia perché è molto più facile che un tessuto accumuli più mutazioni cancerogene in cellule diverse, piuttosto che nella stessa cellula”.
Inoltre, le probabilità di cancro aumentano se all’interno della cellula è presente una mutazione di uno dei 2 geni e, contemporaneamente, questa subisce stress.
Il dottor Xu chiarisce che il colpevole è JKN, un fattore che si attiva in condizioni di stress ambientale: “Affaticamento fisico, stress emotivo, infezioni, infiammazioni”.
Nonostante tali notizie, però, la squadra di Yale ritiene il lavoro positivo, poiché “Una migliore comprensione del meccanismo di fondo che causa il cancro offre sempre nuovi
strumenti per combattere la malattia”
Matteo Clerici




