Stop alla pesca. Serve veramente? E i nostri pescatori?

Stop alla pesca. Serve veramente? E i nostri pescatori?

Il dubbio è inevitabile: serve veramente per aiutare il ripopolamento dei nostri mari, oppure, in qusto modo, aiutiamo i piscicultori e soprattutto le industrie del pesce congelato che proviene da tutto il mondo… col suo carico di mercurio?Specialmente per l’Adriatico, poco profondo, non sarebbe difficile creare habitat adatti alla riproduzione. Se è vero che sono le reti a strascico le responsabili dell’impoverimento dei nostri mari, non è difficile creare aree di ripopolamento con blocchi di cemento, rocce, o di altri materiali inerti che danno rifugio impedendo alle reti di “rastrellare” il fondo evraccogliere tutto ciò che incontrano.

 

 

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Da: Coldiretti – Relazioni Esterne <relazioniesterne@coldiretti.it>
Oggetto: CONSUMI: COLDIRETTI, DA DOMANI 28/7 STOP AL PESCE FRESCO IN ADRIATICO
Data: 27 luglio 2014 10:02:33 CEST

N. 509 – 27 Luglio 2014

CONSUMI: COLDIRETTI, DA DOMANI 28/7 STOP AL PESCE FRESCO IN ADRIATICO

Stop al pesce fresco a tavola da lunedì 28 luglio, per l’avvio del fermo pesca che porta al blocco delle attività della flotta da pesca italiana lungo l’Adriatico da Trieste a Rimini.  A darne notizia è Coldiretti Impresapesca nel sottolineare che il provvedimento  ha l’obiettivo di garantire il ripopolamento dei pesci nel mare e salvare cosi le marinerie dal collasso, in un 2014 segnato da un calo del 7 per cento dei consumi di pesce fresco in valore nel primo bimestre. Con il fermo pesca  aumenta anche il rischio – sottolinea Impresapesca Coldiretti – di ritrovarsi nel piatto per grigliate e fritture, soprattutto al ristorante, prodotto straniero o congelato se non si tratta di quello fresco Made in Italy proveniente dalle altre zone dove non è in atto il fermo pesca, dagli allevamenti nazionali o dalla seppur limitata produzione locale dovuta alle barche delle piccola pesca che possono ugualmente operare.

Si parte dunque il 28 luglio per l’alto Adriatico nel tratto da Trieste a Rimini, con il blocco per 42 giorni, delle barche che hanno sistemi a traino, fino al 5 settembre. L’11 agosto – continua Impresa Pesca Coldiretti – stop alle attività per il centro e sud Adriatico, da Pesaro a Bari, che riprenderanno il 22 settembre.  Il 15 settembre si fermeranno i pescherecci a partire da Brindisi, Ionio e Tirreno (fino all 14 ottobre), mentre Sardegna e Sicilia decideranno autonomamente, con uno stop di almeno trenta giorni.

Il tutto in una situazione che, secondo un’analisi Coldiretti Impresa Pesca su dati Ismea, ha visto aumentare del 7 per cento le famiglie italiane che hanno rinunciato ad acquistare pesce fresco nonostante una marcata flessione dei prezzi medi al consumo del pece fresco, soprattutto per i molluschi. A segnare un forte calo nei consumi – precisa la Coldiretti – sono soprattutto polpi (-22 per cento), spigole (-20 per cento) e calamari (-16 per cento)

Un crollo che ha messo a dura prova la flotta di pescherecci italiana che negli ultimi 30 anni ha già perso il 35 per cento delle imbarcazioni e 18.000 posti di lavoro. Per valorizzare il pesce pescato e allevato nel nostro Paese mediante la creazione di una filiera ittica tutta italiana che tuteli la qualità e l’identità nazionale del prodotto Coldiretti Impresa Pesca ha avviato iniziative pilota per la vendita diretta del pesce presso la rete di Campagna Amica.

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