Spumanti e prodotti nuovi: la carta dei vini secondo Vinitaly

Spumanti e prodotti nuovi: la carta dei vini secondo Vinitaly

By Redazione

In prima fila, lo spumante. Poi miscele fresche ed innovative. Infine, un numero di prodotti stranieri che cerca di ottenere un posto al sole.

Questa la carta dei vini in Italia secondo “Vinitaly incontra la ristorazione”, ricerca recentemente realizzata da Vinitaly. L’indagine si è basata su 300 protagonisti del settore,
rappresentativi del territorio nazionale e presenti nelle guide più importanti: Gambero Rosso, Il Golosario, Slow Food, L’Espresso, Jeunes Restaurateurs d’Europe.

Esaminando la quantità, la carta dei vini più diffusa (31%) offre 10 etichette, poi (27%) si hanno quelle con 50 e (22%) con 25. Infine, ecco le carte (8%) che fanno scegliere tra
100 vini.

Esaminando poi la qualità, emerge subito il ruolo dello spumante, vera e propria locomotiva della produzione nazionale nel rapporto coi mercati oltreconfine. Un passo indietro, una serie
di etichette fresche, giovani, capaci di offrire qualcosa di nuovo. Ed il vino italiano va a passo col collega straniero: di fronte ad una maggioranza (80%) di carte dei vino che propongono
anche etichette di altri Paesi, poche (20%) si limitano all’offerta nazionale.

Quando poi si deve scegliere il vino degli altri, quasi sempre (81%) è vino di Francia. Il resto della torta viene diviso tra i perdenti di successo (Spagna) e gli emergenti: Australia,
Cile, Nuova Zelanda, Slovenia e Croazia. Comprare non italiano è poi più probabile quando si tratta di champagne, acquistato all’estero dai 4/5 dei ristoranti esaminati. Dopo lo
champagne, ci sono i vini bianchi (acquistati all’estero dal 63% del campione), poi i rossi (60%) ed i rosati (28%).

Matteo Clerici

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