Speculazione: L’eruzione del vulcano islandese rischia di far gonfiare i prezzi
20 Aprile 2010
Sta scomparendo nei banconi di supermercati e pescherie il pangasio del Vietnam, il persico del Nilo, la cernia africana e il tonno dell’Oceano Indiano, con il rischio di bolle speculative sui
prezzi. E’ l’effetto delle ceneri del vulcano islandese che, provocando il caos nei voli, ha bloccato l’arrivo dei prodotti ittici più comuni provenienti dall’estero.
Lo riferisce la Coldiretti che ha recentemente associato anche le imprese del settore della pesca e dell’acquacoltura attraverso la costituzione di ‘Impresa Pesca’ (Associazione nazionale della
pesca e dell’acquacoltura).
Tra gli alimentari è proprio il pesce, essendo particolarmente deperibile, a risentire del blocco aereo a causa della forte dipendenza italiana dall’estero; un import che, secondo la
Coldiretti, rappresenta oltre il 60% dei consumi nazionali.
Anche perché gli italiani sono molto abitudinari nella scelta delle specie da acquistare e poco propensi al cambiamento. “Il pesce in questi giorni non solo non manca – spiega Tonino
Giardini presidente di ‘Impresa pesca’ di Coldiretti – ma essendoci un’abbondanza di prodotto gli italiani hanno una possibilità in più di consumare made in Italy; quanto ai prezzi
– conclude – occorre tenere gli occhi ben aperti perché potrebbe esserci il rischio di speculazioni”.
Va comunque sottolineato che il prodotto che viene importato dai Paesi vicino all’Italia, come Slovenia, Grecia e Croazia, arriva via nave e quindi non ha risentito del blocco dei voli.
Ansa.it per NEWSFOOD.com





