Sla: Epo per combattere la malattia

Sla: Epo per combattere la malattia

L’eritropoietina (Epo) è un ormone usato come base per alcuni farmaci, la cui notorietà è spesso legata a sospetti di doping, nel ciclismo o nel calcio.

Ora, tale ormone potrebbe rappresentare un passo avanti nelle cure per la sclerosi laterale amiotrofica (SLA). E’ l’ipotesi avanzata dall’Istituto neurologico Carlo Besta, di Milano.

I medici del Besta hanno già messo alla prova l’Epo con uno stretto numero di pazienti affetti da SLA. Essi hanno così notato come l’Epo oltre ad essere ben tollerata dai
pazienti, aveva anche una possibile efficacia neuro protettiva sui malati.

Commenta così il Direttore Scientifico, Ferdinando Cornelio: “Si e’ trattato di un primo risultato indicativo di una possibile efficacia neuroprotettiva dell’eritropoietina, che
dovrà’ essere confermata dallo studio clinico di adeguate dimensioni che ora potremo avviare, grazie alla decisione del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Carlo Besta”.

Infatti, è in programma una ricerca di dimensioni più ampie, che vedrà coinvolti 160 pazienti con la supervisione di 25 centri sull’intero territorio nazionale.
I malati verranno divisi in due gruppi: al primo sarà somministrata eritropoietina, al secondo un placebo in associazione al riluzolo. Al termine del periodo di osservazione (18 mesi),
gli scienziati valuteranno se l’Epo è in grado di modificare il decorso della malattia.

Ecco il parere del ricercatore capo, il professor Giuseppe Lauria: “Non forniamo false speranze, e non vogliamo che pazienti e familiari pensino che l’Epo abbia una funzione curativa.
Procediamo con uno studio per sfruttare la potenzialità dell’Epo di contrastare la contrazione delle cellule del sistema nervoso e del fegato”.

Per avviare tale ricerca sono necessari circa 1,5 milioni di euro, parte dei quali (500.000 Euro) devono arrivare con i fondi raccolti con il 5 per 1000. Soldi che non sono ancora arrivati alla
Fondazione, come spiega il suo presidente, Carlo Borsani: “Il Besta ha cosi’ deciso di anticipare ciò che i contribuenti ci hanno donato con le loro dichiarazioni, ma che il Ministero
non ha ancora erogato”.

In ogni caso, però, per arrivare alla cifra minima necessaria manca ancora un milione di Euro. Conclude cosi Borsani: “Il nostro stanziamento copre solo in parte i costi previsti e per
questo ci auguriamo di trovare sostegno sia da parte delle Istituzioni preposte al finanziamento della ricerca, sia da parte di aziende e cittadini privati”.

NOTE FINALI, per approfondire:

www.istituto-besta.it

Matteo Clerici

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